Nuove regole per il modello AA5/6, aggiornate le istruzioni dopo sedici anni

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Redazione Economia Redazione Economia   -   L'Agenzia delle Entrate, con il provvedimento numero 491453 reso pubblico ieri, ha disciplinato le specifiche modalità di presentazione del modello AA5/6, il cui utilizzo – com'è noto a enti e associazioni – è fondamentale per richiedere l'attribuzione del codice fiscale, per segnalare variazioni dei dati anagrafici e per comunicare operazioni straordinarie come fusioni o estinzioni. Le nuove istruzioni, che entrano in vigore a partire da oggi, sostituiscono integralmente quelle precedenti, risalenti al 2009, e introducono una serie di adempimenti che i soggetti interessati, i quali non esercitano un'attività rilevante ai fini dell'Iva e non sono tenuti alla dichiarazione di inizio attività, dovranno osservare scrupolosamente. L'intervento normativo, peraltro, si inserisce in un più ampio disegno di razionalizzazione e di potenziamento dei controlli sull'anagrafe tributaria, mirando a garantire una maggiore trasparenza e un aggiornamento più celere delle posizioni.

Le modalità di invio del modulo aggiornato

In caso di necessità, come ad esempio un cambio del rappresentante legale, il modello AA5/6 dovrà essere presentato all'ufficio dell'Agenzia competente per il domicilio fiscale del soggetto richiedente. Qualora non fosse possibile la consegna a mano, si potrà optare per l'invio tramite posta raccomandata, attraverso una Pec oppure servendosi del servizio web "Consegna documenti e istanze", che l'Agenzia mette a disposizione sul proprio portale. Di queste, alcune offrono una tracciabilità certa, mentre altre si rivelano più immediate; sta al soggetto interessato valutare la soluzione più congeniale, tenendo conto dei tempi e della necessità di ricevere una prova certa dell'avvenuta trasmissione.

Il contesto delle modifiche e gli obiettivi

L'aggiornamento del modello e delle sue istruzioni, che giunge dopo un lasso di tempo piuttosto ampio, segna un punto di discontinuità nella gestione delle pratiche anagrafiche per tutti quei soggetti, non essendo persone fisiche, che necessitano di un codice fiscale pur senza svolgere un'attività economica commerciale. L'Agenzia, con questa mossa, rafforza il proprio presidio sul territorio e la verifica delle informazioni, puntando a ridurre quei casi di opacità o di ritardi che, in passato, hanno talvolta caratterizzato le comunicazioni. L'obiettivo dichiarato è quello di rendere il processo più lineare e sicuro, allineandolo anche alle possibilità offerte dalla digitalizzazione.

Implicazioni pratiche per gli enti

Per gli enti e le associazioni che rientrano nella categoria dei destinatari, l'entrata in vigore delle nuove regole comporta l'obbligo di adeguarsi immediatamente alle disposizioni contenute nel provvedimento, abbandonando le vecchie modalità di compilazione e di presentazione. Ciò significa che, da oggi in poi, qualsiasi comunicazione inerente all'attribuzione del codice, a una sua variazione o a un'operazione straordinaria dovrà essere effettuata seguendo pedissequamente le indicazioni aggiornate, le quali – è lecito aspettarsi – chiariranno alcuni aspetti che la prassi precedente aveva lasciato in ombra. La scelta di non prevedere periodi di transizione rende l'adattamento particolarmente stringente.

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