Omicidio a Collegno, il curriculum dell'assassino: già arrestato per rapina, furti e spaccio

Omicidio a Collegno, il curriculum dell'assassino: già arrestato per rapina, furti e spaccio
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Redazione Interno Redazione Interno   -   Il quartiere di Borgata Paradiso, cerniera tra Torino e Collegno, è sotto choc. Tra i palazzoni che si affacciano su corso Francia, i giardinetti assolati e il centro civico, la gente fatica a credere che si possa morire per un litigio in strada. «Non si può morire così, per un litigio in strada. È allucinante, inaccettabile», ripetono i residenti, ancora scossi per la morte di Antonio Greco, il pensionato di 80 anni accoltellato mentre passeggiava con il figlio Luciano, di 52 anni.

L'assurda vicenda è avvenuta nella serata di giovedì 16 luglio, all'incrocio tra via Fratelli Tampellini e via Martiri del XXX Aprile, a pochi passi dall'area del Flowers Festival, e ha sconvolto una comunità che già pochi mesi fa aveva vissuto un altro dramma, l'omicidio dell'imprenditore Marco Veronese.

La dinamica dell'aggressione e i soccorsi

Secondo la ricostruzione dei carabinieri, la tragedia è nata per un banale motivo: Antonio Greco stava attraversando la strada con il figlio quando un'automobile, una Citroën guidata da Luigi Soffrano, 51 anni, è stata costretta a frenare bruscamente. Spazientito dall'attesa, l'uomo ha iniziato a suonare il clacson, scatenando un diverbio. La discussione, però, è rapidamente degenerata: Soffrano è sceso dall'auto con un coltello e ha sferrato un colpo mortale al petto dell'anziano.

Nel tentativo di difendere il padre, anche il figlio Luciano è rimasto ferito a un braccio, ma per Antonio Greco non c'è stato nulla da fare. I soccorsi sono stati tempestivi ma vani: una giovane anestesista di passaggio e un'infermiera del Mauriziano, Francesca Romanisio, accorsa con la sorella psichiatra, hanno praticato le manovre rianimatorie per oltre 25 minuti, senza però riuscire a salvare il pensionato. «Abbiamo notato una piccola macchia di sangue sul petto, vicino alla spalla destra. pensavamo fosse qualcosa di superficiale e invece la coltellata ha reciso un'arteria provocando un'emorragia interna», ha raccontato l'infermiera, che ha denunciato anche il mancato supporto della Croce Verde, la cui sede si trova a pochi passi.

Il profilo dell'assassino e la confessione

Luigi Soffrano, l'uomo accusato di aver ucciso Antonio Greco, non è uno sconosciuto per le forze dell'ordine. Originario di Rivoli ma residente a Collegno, il 51enne ha un curriculum criminale che include precedenti per rapina, furti, spaccio e resistenza a pubblico ufficiale. Soprannominato «J-Ax» dagli amici per la somiglianza con il cantante, l'uomo è stato rintracciato e fermato dai carabinieri nella notte stessa del delitto, grazie alle testimonianze dei passanti e alle immagini delle telecamere di sorveglianza.

Durante l'interrogatorio condotto dal sostituto procuratore Giacomo Barbara, Soffrano è crollato e ha confessato l'omicidio, anche se ha cercato di giustificarsi dicendo: «Forse avevo bevuto». Le sue dichiarazioni, però, non hanno convinto gli inquirenti, che gli hanno contestato l'aggravante dei futili motivi. Ieri pomeriggio, davanti alla giudice Ombretta Vanini, il fermo è stato convalidato e l'uomo è stato accompagnato in carcere, in attesa di ulteriori sviluppi giudiziari.

Lo sgomento del quartiere e il ricordo della vittima

A Borgata Paradiso, dove Antonio Greco era molto conosciuto e stimato, il dolore è profondo. L'80enne, ormai vedovo, dedicava la sua vita al figlio Luciano, che non è autosufficiente. Insieme trascorrevano le giornate facendo lunghe passeggiate, e proprio quella serata si stavano recando a casa quando si sono imbattuti nell'aggressore. I vicini lo ricordano come un punto di riferimento del condominio, il caposcala sempre disponibile ad aiutare gli altri. «Antonio era la classica brava persona, sempre accanto al figlio. si è speso tantissimo per il condominio, era il caposcala: quando c’era un problema citofonavamo tutti a Greco», ha raccontato un residente. Il sindaco di Collegno, Matteo Cavallone, che si è recato sul luogo della tragedia, ha espresso lo sconcerto di tutta la comunità: «Come si può arrivare a morire per un litigio per strada? È il segno di un tempo sociale in cui la rabbia sembra più veloce del pensiero, in cui qualcuno crede di potersi fare “giustizia” da solo».

Per onorare la memoria di Antonio Greco, oggi durante la festa patronale di San Lorenzo, il Comune ha disposto un minuto di silenzio al Castello Provana.

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