Lazio, Rovella si frattura la clavicola. E Sarri parla di una stagione “maledetta”

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Redazione Sport Redazione Sport   -   L'anticipo della ventiseiesima giornata di Serie A tra Cagliari e Lazio, terminato a reti inviolate all'Unipol Domus, lascia in eredità ai biancocelesti non solo l'amarissimo gusto di un pareggio che muove la classifica solo marginalmente -3-7. La gara, combattuta e con poche vere occasioni da rete, si porta dietro il peso di un infortunio grave, l'ennesimo di una annata che il tecnico Maurizio Sarri non ha esitato a definire, a caldo, con un aggettivo pesante come "maledetta" -4-8. A farne le spese, questa volta, è stato Nicolò Rovella, il giovane centrocampista che proprio cercava continuità dopo un lungo stop.

La dinamica, vista in diretta, non lasciava presagire nulla di buono: una trattenuta di Zé Pedro, una caduta nell'area di rigore sarda e l'impatto col terreno, avvenuto in maniera decisamente scomposta, che ha immediatamente spento l'entusiasmo del classe 2001, costringendolo alla sostituzione al minuto cinquantanovesimo -4-8-9. Le speranze di una semplice contusione sono state spazzate via dai successivi accertamenti. Il comunicato ufficiale della società, diramato a seguito dei controlli effettuati presso l'Ospedale SS. Trinità di Cagliari, ha confermato la diagnosi più temuta: per Rovella si tratta di una frattura scomposta della clavicola destra -1-5-9.

Il centrocampista, rientrato da non molto dopo un lungo calvario di oltre tre mesi per una pubalgia che lo aveva tenuto ai box e lontano dal campo, era tornato titolare nel derby contro la Roma dello scorso 21 settembre, trovando proprio in questa sfida una nuova, sfortunatissima battuta d'arresto -4. Ora il classe 2001 farà rientro a Roma insieme al resto della squadra, ma il suo percorso si separerà da quello dei compagni: nelle prossime ore è atteso per una visita ortopedica specialistica, un appuntamento cruciale per determinare i tempi e le modalità dell'intervento o del trattamento conservativo, necessario per ricomporre il segmento osseo lesionato -1-5.

Nel frattempo, l'analisi della partita e della situazione complessiva della rosa è stata affidata alle parole di Maurizio Sarri. Il tecnico, intervenuto in mixed zone e in conferenza stampa, ha dipinto un quadro chiaro delle difficoltà offensive incontrate dalla sua squadra, andando a toccare, uno per uno, i singoli interpreti del reparto avanzato. Parlando di Daniel Maldini, ad esempio, Sarri ne ha sottolineato la difficoltà nell'attaccare la profondità, un aspetto che ne farebbe una punta atipica, restia a buttarsi negli spazi alle spalle dei difensori -4-8. Un concetto, questo, esteso anche ad altri elementi, come Gustav Isaksen, descritto come giocatore più adatto allo spunto individuale che al movimento senza palla -4-8.

E poi c'è il capitolo giovani e nuovi arrivi, con un passaggio specifico su Tijjani Noslin Ratkov. Il tecnico biancoceleste ha usato una metafora illustre per spiegare i tempi di adattamento del ragazzo, paragonando le sue difficoltà iniziali a quelle incontrate da un certo Michel Platini all'esordio nel calcio italiano, nonostante, ha tenuto a precisare Sarri, la Serie A attuale sia a un livello inferiore rispetto a quella dell'epoca del campione francese -6-10. “I primi tre mesi ha fatto fatica anche Platini, figuriamoci Ratkov”, ha dichiarato l'allenatore, sottolineando come per un ventiduenne che arriva da un altro paese, con un'altra lingua e un altro calcio, la massima serie italiana rappresenti uno scoglio tattico non indifferente -6-10. Il cerchio si chiude con Mattia Zaccagni, appena rientrato da un problema muscolare e gettato nella mischia con soli due allenamenti nelle gambe, a testimonianza di un'emergenza che, come ha ribadito lo stesso Sarri, non è un momento passeggero ma una costante dell'intera stagione -6-10.

Il report medico e la dinamica dell'infortunio

Dopo il fischio finale, la priorità in casa Lazio è diventata la salute di Rovella. La caduta, conseguente a un contatto con Ze Pedro, è stata fatale per la clavicola destra del giocatore, su cui la società ha voluto fare chiarezza con una nota ufficiale. Il comunicato, secco e privo di interpretazioni, parla di frattura scomposta, una tipologia di lesione che, per sua natura, richiede una attenta valutazione specialistica per decidere il percorso di recupero più idoneo, che molto probabilmente passerà per un intervento chirurgico di riduzione e sintesi della frattura. Il giocatore, che non partiva titolare dal derby, aveva appena iniziato a trovare un po' di minutaggio e questa nuova battuta d'arresto rischia di compromettere pesantemente il suo finale di campionato.

L'analisi di Sarri: attacco a secco e problemi di adattamento

Al di là del risultato, ciò che preoccupa Maurizio Sarri è la mancanza di pericolosità della sua squadra. Nelle sue dichiarazioni post-gara, rilasciate ai microfoni di Sky e Dazn, l'allenatore ha analizzato i limiti dei singoli, evidenziando come le caratteristiche di alcuni giocatori non si sposino con le sue richieste di verticalità e movimento. Su Maldini, ad esempio, ha ribadito la difficoltà nel cercare la profondità, mentre su Isaksen ha sottolineato come sia più incline al dribbling che a cercare lo smarcamento in area. E a proposito di Ratkov, il paragone con Platini, seppur iperbolico, serve a Sarri per spiegare quanto sia complesso l'ambientamento nel calcio italiano, anche per giovani di prospettiva.

L'emergenza infinita: sette giocatori out

Il ko di Rovella va ad allungare una lista infortunati che ormai sembra non avere fine. Con il centrocampista, salgono a sette i giocatori a disposizione di Sarri attualmente fermi ai box, un'emergenza che il tecnico toscano ha definito strutturale e non contingente. "Siamo tutto l'anno in emergenza", ha tagliato corto l'allenatore, aggiungendo che Zaccagni stesso è stato schierato pur non essendo in condizioni ottimali, spinto dalla necessità di avere almeno un ricambio in attacco. Una situazione che rende complicato qualsiasi tipo di programmazione e che obbliga Sarri a reinventare continuamente soluzioni, spesso tamponando con giocatori non del tutto adatti ai ruoli che sono chiamati a ricoprire.

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