Yeman Crippa finisce la maratona, ma il sogno del tempo svanisce a Valencia
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Redazione Sport
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Sulle strade piatte e veloci della città spagnola, dove l’aria tersa prometteva primati, Yeman Crippa ha chiuso la sua prova al 38esimo posto, con un tempo di 2h11:00 che sa di occasione mancata. L’azzurro, il cui rapporto con la distanza regina è stato fin qui costellato di ostacoli, ha infatti mantenuto un ritmo competitivo per circa trenta chilometri, inserendosi nel gruppetto di testa, prima di accusare un progressivo e inesorabile crollo nell’ultimo quarto di gara. Un esito, il suo, che se da un lato segna un passo avanti – superato finalmente lo scoglio psicologico e fisico del trentesimo chilometro dopo i ritiri di Londra e dei Mondiali di Tokyo – dall’altro conferma le difficoltà nel gestire la fase più crudele della corsa, quella in cui il Corpo, consumate le riserve, inizia a parlare un linguaggio di puro sacrificio.
Il dominio incontrastato di Korir e il volo europeo
A dettare legge nella quarantacinquesima edizione della manifestazione, che ha visto al via ben trentacinquemila podisti, è stato invece il keniano John Korir, fresco di ventinove anni e reduce da una serie di trionfi nelle major. Korir, che non a caso è il numero uno del ranking mondiale, ha imposto la sua classe dopo il passaggio della mezza maratona, sferrando l’attacco decisivo poco oltre il venticinquesimo chilometro e dilaniando così ogni residua resistenza. Il suo trionfo, siglato con il formidabile crono di 2h02:24 – ottavo tempo mondiale di sempre e nuovo record personale – ha di fatto rubato la scena a Sisay Lemma, il detentore del corso dell’anno precedente, e ha reso ancor più evidente il divario con il resto del campo. Mentre lui volava verso il traguardo, la gara offriva comunque uno spettacolo ricco di performance di alto livello, con numerosi atleti europei che hanno colto l’occasione per infrangere i rispettivi record nazionali, contribuendo a fare di questa edizione una delle più competitive in assoluto.
Jepkosgei scrive la storia nella corsa femminile
Una gara nella gara, e forse ancor più significativa, è stata quella femminile, dove Joyciline Jepkosgei ha firmato una prestazione da antologia. La keniana ha infatti dominato con autorità la competizione, tagliando il traguardo in 2h14:00 e stabilendo non solo il quarto tempo più veloce di sempre sulla distanza, ma anche il miglior crono mondiale stagionale. La sua vittoria, netta e controllata, ha ufficialmente eletto la Maratona di Valencia Trinidad Alfonso a teatro della maratona femminile più veloce del 2025, un primato che si aggiunge al già solido palmarès dell’evento iberico, noto per i suoi percorsi tecnici e le condizioni meteorologiche spesso perfette per gli specialisti della lunga distanza.
Le analisi tecniche e il futuro di Crippa
A margine della competizione, l’attenzione degli addetti ai lavori si è naturalmente concentrata sulla parabola discendente di Crippa. Il suo coach, interpellato per un’analisi tecnica, ha sottolineato come l’atleta abbia dimostrato di possuire la condizione fisica per stare al passo con i migliori, almeno per gran parte del percorso, evidenziando però una lacuna nella gestione metabolica della fase conclusiva. Quel crollo, insomma, non sarebbe imputabile a una preparazione carente, quanto piuttosto a una complessa transizione energetica che richiede ancora lavoro e esperienza specifica. La strada per rendere strutturale la presenza dell’azzurro tra i grandi della specialità appare quindi ancora lunga, sebbene questo arrivo, per quanto deludente nelle ambizioni cronometriche, rappresenti un punto di partenza necessario dopo una stagione segnata da stop e ripensamenti.




