Atletica: doppietta keniana a Valencia, Crippa chiude ma lontano dai migliori

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Redazione Sport Redazione Sport   -   Le strade di Valencia, che hanno accolto oltre trentacinquemila partecipanti, sono state teatro di una prestazione di altissimo livello internazionale, con il keniano John Korir a dettare legge nella quarantacinquesima edizione della maratona cittadina. L'atleta, fresco del successo a Chicago e del doppio trionfo a Boston nelle ultime due stagioni, ha spento le candeline del suo ventinovesimo compleanno regalandosi una vittoria netta e un cronometro di assoluto rilievo: due ore, due minuti e ventiquattro secondi, ottavo tempo di sempre nelle liste mondiali all-time. Una prova gestita con intelligenza tattica, come spesso accade nelle gare dei grandi fondisti, nella quale ha operato la selezione decisiva poco oltre il venticinquesimo chilometro, dopo un passaggio alla mezza maratona in sessantuno minuti e quarantasette secondi.

Il dominio incontrastato di Korir e il record femminile

Dalla sua fuga solitaria non è scaturito soltanto il primato della competizione, ma anche il miglior tempo stagionale a livello mondiale, un dato che proietta ulteriormente l'atleta keniano nella cerchia dei possibili candidati ai record mondiali. Lo stesso Korir, nel commentare la gara, ha lasciato intendere di avere obiettivi ancora più ambiziosi per la prossima annata. A completare il quadro di un dominio africano, non privo di significative eccezioni, si è inserita con altrettanta autorevolezza la connazionale Joyciline Jepkosgei. La sua vittoria nel femminile, con il tempo di due ore e quattordici minuti netti, non soltanto ha sancito il successo personale ma ha anche incoronato la Maratona Valencia Trinidad Alfonso come la maratona femminile più veloce del 2025, fissando il quarto crono più rapido di sempre sulla pista spagnola.

La sofferta maratona di Yeman Crippa

Lo scenario italiano ha invece trovato il suo principale interprete in Yeman Crippa, il cui percorso sulla distanza dei quarantadue chilometri è stato negli ultimi mesi costellato di difficoltà. Dopo le due esperienze negative concluse con il ritiro, prima a Londra e poi durante i Mondiali di Tokyo, l'azzurro delle Fiamme Oro è riuscito questa volta a portare a termine la prova, superando quel muro del trentesimo chilometro che in precedenza ne aveva interrotto la corsa. La sua gara, tuttavia, si è sviluppata in maniera altalenante: ha mantenuto un ritmo sostenuto e in linea con le sue ambizioni per circa i primi trenta chilometri, per poi andare incontro a un progressivo calo nella frazione conclusiva. Il risultato finale lo ha visto tagliare il traguardo in trentottesima posizione, con un tempo di due ore, dieci minuti e cinquantanove secondi, lontano quindi dal primato personale e dalle migliori performances nazionali cui aspirava.

Un bilancio tecnico tra luci e ombre

La prestazione di Crippa, se da un lato rappresenta un passo avanti nella difficile riconquista di una condizione di competitività dopo una stagione travagliata, dall'altro lascia trasparire tutti i limiti di un atleta che fatica a esprimere la sua migliore atletica sulla lunga distanza. La sua corsa a Valencia, sebbene conclusa, ha evidenziato quelle criticità nella gestione della seconda parte di gara che gli impediscono di lottare per le posizioni di vertice in un contesto internazionale così agguerrito. La manifestazione iberica, nel suo complesso, ha quindi confermato il suo status di evento capace di attrarre campioni e produrre tempi di qualità assoluta, come dimostrano i crono di Korir e Jepkosgei, mentre per il maratoneta italiano rimane un capitolo da analizzare per costruire, con pazienza, la risalita.

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