Yeman Crippa scrive la storia a Parigi: primo italiano a vincere la maratona

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Redazione Sport Redazione Sport   -   Sotto un cielo che sembrava cucito addosso all’impresa, Yeman Crippa ha tagliato il traguardo dell’Arco di Trionfo con il respiro ancora affannato ma gli occhi pieni di una luce nuova, quella che solo certe domeniche d’aprile sanno regalare. Il mezzofondista trentino, in forza alle Fiamme Oro, ha vinto la 41esima Maratona di Parigi fermando il cronometro a 2h05’18, un tempo che non solo migliora il suo precedente primato personale – fermo a 2h06’06 – ma rappresenta anche la seconda prestazione italiana di sempre sulla distanza, alle spalle soltanto del 2h04’26 firmato da Iliass Aouani il primo marzo scorso. Nessun azzurro, prima di lui, era mai riuscito a imporsi nella classica francese, una delle più partecipate al mondo con quasi sessantamila atleti al via. E nessun europeo, per la precisione, vinceva qui da ventiquattro lunghi anni.

Un allungo decisivo al trentasettesimo chilometro

La gara, come spesso accade sui 42,195 chilometri, è stata una lunga meditazione in movimento, un alternarsi di pazienza e violenza controllata. Crippa, allenato da Massimo Pegoretti, ha gestito il ritmo del gruppo di testa per gran parte della corsa, senza mai scoprirsi né concedere varchi agli avversari. Poi, al trentasettesimo chilometro, l’accelerazione che cambia ogni equilibrio: l’azzurro ha allungato deciso, lasciando sul posto kenioti ed etiopi che pure partivano con i favori del pronostico. Da quel momento è stato un assolo verso l’Arco, con il pubblico parigino – non certo abituato a tifare per un italiano sulla strada – che lo ha accompagnato con un calore crescente. “Finalmente ho trovato la strada giusta”, ha detto al traguardo, con la voce rotta dall’emozione ma ancora lucida. “È stato incredibile”.

Fugatti: “Un orgoglio per tutto il Trentino”

La notizia, inevitabilmente, ha fatto presto a rimbalzare oltre i confini della Francia, e dalla Provincia autonoma di Trento è arrivato il commento del presidente Maurizio Fugatti. “Yeman Crippa ha compiuto un’impresa che riempie di orgoglio tutto il Trentino”, ha dichiarato. “La sua vittoria a Parigi è il risultato di talento, sacrificio e determinazione. È un esempio straordinario per i nostri giovani e un ambasciatore autentico dei valori dello sport e del nostro territorio”. Parole che suonano come un crisma ufficiale per un ragazzo che, partito dalle corsette in montagna, si è ritagliato un posto tra i grandi della maratona mondiale.

Una storia incredibile che diventa leggenda

Quella di Crippa è una storia atipica, quasi romanzesca: nato a Trento da genitori eritrei, cresciuto sulle Dolomiti, ha sempre avuto nel mezzofondo la sua ragione di vita, alternando pista e strada con una duttilità rara. I 2h05’18 di Parigi non sono solo un numero, ma la sintesi di anni di lavoro silenzioso, di ritiri in altura e di gare costruite col bilancino. Lui stesso, dopo aver tagliato il traguardo, ha lasciato intendere che qualcosa era cambiato rispetto al passato: “Finalmente ho trovato la strada giusta”. E chissà che quella strada, adesso, non passi anche attraverso altri grandi appuntamenti. Per ora, però, resti il dato nudo e crudo: Yeman Crippa è il primo italiano a vincere la maratona di Parigi. E la storia dell’atletica tricolore, da oggi, ha un nuovo capitolo.

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