Mattarella, un tram d'epoca e il pilota Rossi: così il presidente ha aperto Milano-Cortina
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Redazione Sport
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Un boato ha accolto l’ingresso del presidente della Repubblica Sergio Mattarella allo stadio di San Siro, dove si è svolta la cerimonia d’apertura dei Giochi olimpici invernali di Milano-Cortina. Il suo arrivo, inatteso e costruito con un preciso richiamo simbolico, è stato annunciato da un filmato che lo ritraeva a bordo di un tram storico milanese, il numero 26, scelto per l’evidente riferimento all’anno in corso. A guidare quel mezzo, trasformato per l’occasione in un palcoscenico itinerante, c’era un conducente d’eccezione: Valentino Rossi, il campione di motociclismo che, deposta la tuta da pilota, ha vestito i panni del tranviere per accompagnare il capo dello stato.
Il viaggio in una vettura fuori dal tempo
Quel tram, che solcava una Milano notturna e splendidamente addobbata, non è un mezzo qualsiasi. Si tratta della vettura 1794, appartenente alla serie 1500, la cui circolazione in servizio ordinario è cessata ormai da anni, riservata ormai a occasioni speciali e a eventi di rappresentanza. Entrata in servizio nella rete tranviaria milanese nel lontano 1928, quella serie vanta il primato di essere la più antica al mondo ancora impiegata in ambito urbano, un pezzo di storia mobile che, con il suo inconfondibile profilo, ha accompagnato la vita della città per quasi un secolo. La sua comparsa nel video ufficiale, dunque, non è stata una semplice trovata scenografica ma un omaggio preciso a una tradizione che rappresenta, per molti, l’essenza stessa di Milano.
La formula solenne e il peso dei simboli
Dopo la proiezione del filmato, che ha mostrato il breve viaggio presidenziale verso l’impianto di San Siro, Mattarella ha raggiunto il palco assieme alla presidente del Comitato Olimpico Internazionale, Kirsty Coventry, per svolgere il suo ruolo istituzionale. In un clima di grande emozione, scandito dall’inno nazionale eseguito dai corazzieri e dalla sfilata della squadra italiana sulle note del “Barbiere di Siviglia” di Gioacchino Rossini, il presidente ha pronunciato la formula rituale che dà il via ufficiale alla manifestazione: “Dichiaro aperta la celebrazione della quindicesima edizione dei giochi olimpici invernali”. Una dichiarazione che, pur nella sua essenzialità, è stata il culmine di un percorso ricco di significati, tutti condensati proprio in quel viaggio in tram.
Un’immagine che evoca memorie collettive
L’immagine del presidente seduto sul tram, affiancato da un’icona dello sport mondiale come Valentino Rossi, ha generato una risonanza che va al di là dell’evento sportivo. Quella scelta, infatti, ha toccato corde profonde nell’immaginario collettivo, riportando alla mente una certa idea di Milano, forse idealizzata, legata a un passato in cui i ritmi erano diversi e i simboli della vita quotidiana, come i tram con i bigliettai, assumevano un valore quasi familiare. Il mezzo pubblico, da sempre emblema della città operosa e concreta, è stato così trasformato in un teatro effimero, capace di raccontare una storia di continuità, di legame tra le generazioni e di identità nazionale, diventando, come è stato osservato, una “quintessenza d’Italia” in movimento.




