Zelensky contesta la Nato: "Perché non avete abbattuto il drone in Romania?"
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Redazione Esteri
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La reazione di Volodymyr Zelensky all’ultima incursione dei droni russi nello spazio aereo della Romania, avvenuta sabato, è stata immediata e priva di ambiguità. Il presidente ucraino ha contestato pubblicamente la scelta della Nato di non intercettare l’aereo a pilotaggio remoto, il quale, dopo aver violato per circa dieci chilometri il confine atlantico, ha fatto ritorno in Ucraina. Una decisione che, secondo le sue parole, rappresenta un errore strategico e non può essere giustificata con attese o esitazioni, poiché «non si può aspettare decine di droni o missili prima di reagire». Zelensky ha inoltre interpretato l’episodio non come un banale errore tecnico, bensì come il segnale di una «evidente espansione della guerra» oltre i confini ucraini, sottolineando una pericolosa normalizzazione delle violazioni della sovranità alleata.
D’altronde, la reattività dell’Alleanza atlantica appare in questo momento limitata da gap operativi. I caccia decollati tempestivamente per fronteggiare la minaccia sui cieli della Polonia e della Romania, infatti, non potevano contare sulla piena copertura della nuova operazione di sorveglianza denominata “Sentinella dell’Est”, la cui piena operatività richiederà ancora diverse settimane, forse più di un mese. Una circostanza che ha riproposto le stesse criticità già emerse in precedenza, durante la massiccia irruzione nel territorio di Varsavia, quando la risposta difensiva mostrò analoghe fragilità.
Nel quadro di una crescente tensione, la Polonia ha parzialmente rettificato la propria posizione iniziale, ritrattando quanto comunicato sabato in merito a una presunta violazione dello spazio aereo nazionale da parte di droni russi. La notizia, secondo quanto dichiarato dalle autorità di Varsavia, «non è stata confermata». Pertanto, i casi di sconfinamento accertati dall’Alleanza non sono più tre, bensì due: l’ultimo in Romania e quello della scorsa settimana sempre in Polonia, definito allora dalle autorità locali una vera e propria «aggressione» da parte di Mosca




