Ferrari Luce, il prezzo dell’elettrica sfiora quota 550mila euro tra indiscrezioni e strategie di esclusività
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Redazione Economia
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Era il 25 maggio 1947 quando Franco Cortese, al volante di una Ferrari 125 S, tagliò per primo il traguardo del Gran Premio di Roma. Quella fu la scintilla, la prima vittoria assoluta per la scuderia fondata da Enzo Ferrari. Settantanove anni dopo, la casa di Maranello ha scelto la stessa data – il 25 maggio – e la stessa città per scrivere un capitolo completamente inedito della sua storia, quello legato alla Luce: la prima automobile a batteria pura mai uscita dai cancelli di viale Enzo Ferrari. A meno di un mese dal debutto ufficiale, emergono ora le prime indiscrezioni serie sul suo valore economico; secondo Bloomberg, che cita fonti vicine al produttore, il prezzo di partenza si attesterebbe intorno a 550mila euro, una cifra che, se confermata, la collocherebbe immediatamente al vertice della gamma attuale.
Un listino da capogiro che la pone sopra il Purosangue
Per comprendere il posizionamento della Luce, basti pensare che la sua soglia d’ingresso supererebbe di circa centomila euro quella della Purosangue, il SUV – o meglio, la "Ferrari a quattro porte" – che finora rappresentava il modello di serie più costoso con i suoi 450mila euro di base. La cifra di 550mila euro, va detto, non è ancora stata ratificata ufficialmente dal Cavallino Rampante (che come sua abitudine non commenta le voci di corridoio), ma l’analisi di Equita sottolinea come questa si attesterebbe ben al di sopra della media del portafoglio gruppi, calcolata intorno ai 440mila euro per l’anno fiscale 2025. Sebbene sia prevista una possibile oscillazione del +/-10% sul prezzo definitivo, la forbice resterebbe comunque su livelli proibitivi per la maggior parte dei comuni mortali, mentre per i facoltosi collezionisti rappresenta semplicemente il biglietto per accedere all’esclusività più radicale.
Tecnica e prestazioni: la sfida della sportività senza motore termico
La Luce non è soltanto un’auto elettrica, bensì il banco di prova su cui Ferrari misura la propria capacità di tradurre il DNA del marchio – fatto di sound, reattività e potenza – in una vettura a emissioni zero. Secondo le indiscrezioni tecniche raccolte finora, la piattaforma della vettura monterebbe ben quattro motori elettrici, uno per ogni ruota, capaci di sviluppare complessivamente oltre 1.100 cavalli. Le prestazioni attese sono da hypercar: accelerazione da 0 a 100 km/h in circa 2,5 secondi e un’autonomia che, grazie a una batteria da 122 kWh e a un’architettura a 880 volt, dovrebbe superare i 530 chilometri. C’è poi la questione del "suono", elemento storicamente fondamentale per i puristi del marchio; Maranello starebbe studiando un sistema proprietario per ricreare un’esperienza uditiva coinvolgente, cercando di evitare il silenzio innaturale che spesso caratterizza i modelli a batteria.
La strategia green del lusso: valore prima del volume
Dietro a questo prezzo da capogiro – che potrebbe rendere la Luce la Ferrari di gamma più costosa mai realizzata – si cela una precisa direttiva industriale voluta dall’amministratore delegato Benedetto Vigna. L’azienda, infatti, ha più volte ribadito di voler perseguire una politica di "valore contro volume", limitando volutamente la produzione per preservare l’aura di esclusività del prodotto anche nella transizione elettrica. In un momento storico in cui i grandi gruppi automobilistici tagliano i prezzi delle elettriche per spronare le vendite, Ferrari sceglie la via opposta: alzare l’asticella del listino per garantire che la Luce rimanga un oggetto di desiderio per pochi eletti, proteggendo così anche il valore di rivendita, aspetto non secondario per una clientela che considera l’auto un investimento. Con il lancio previsto a Roma tra poche settimane, l’unica certezza è che la Luce farà discutere, ma difficilmente si vedrà ferma a un semaforo.




