Meloni irritata dalla mossa di Trump sui dazi, ma invita a evitare ritorsioni
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Redazione Interno
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Roma – Quello che pochi avevano previsto, e che invece Giorgia Meloni sapeva già da giorni, è diventato realtà con l’arrivo della lettera di Donald Trump che annuncia nuovi dazi sulle importazioni europee. Fonti di Palazzo Chigi confermano che la premier, già durante la conferenza sull’Ucraina alla Nuvola, era al corrente della mossa americana, dopo uno scambio di battute con Ursula von der Leyen. E l’umore, stando a chi l’ha vista lontano da telecamere e microfoni, non era dei migliori.
La reazione delle opposizioni non si è fatta attendere. Elly Schlein, leader del Pd, ha parlato di «follia autarchica» e di uno «schiaffo all’Europa», accusando Meloni di non aver saputo sfruttare i rapporti con la Casa Bianca per evitare la stretta. Critiche che, però, sembrano lasciare il governo indifferente, almeno nelle dichiarazioni ufficiali. «Confidiamo nella buona volontà di tutti gli attori in campo per raggiungere un accordo equo», recita una nota di Palazzo Chigi, dove si ribadisce il sostegno agli sforzi della Commissione europea, che nei prossimi giorni intensificherà i negoziati.
La posizione di Meloni, insomma, è chiara: evitare escalation. «Particolarmente nello scenario attuale, non avrebbe alcun senso innescare uno scontro commerciale», ha sottolineato la premier, definendo la mossa di Trump un tentativo di «farci paura». Ma se le parole ufficiali sono di cautela, i toni riservati – raccontano i collaboratori – tradiscono nervosismo. La tensione è salita ulteriormente dopo la diffusione del documento americano, che rischia di complicare i già fragili equilibri economici tra le due sponde dell’Atlantico.




