Santanché rinviata a giudizio, opposizioni chiedono dimissioni
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Redazione Interno
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Dopo la notizia del rinvio a giudizio di Daniela Santanché, le opposizioni hanno immediatamente richiesto le dimissioni della ministra del Turismo. Tuttavia, l'ipotesi di un suo passo indietro sembra lontana, poiché la maggioranza, compatta, adotta una linea garantista. Nonostante ciò, sono numerosi i casi in cui la stessa Santanché ha invocato le dimissioni di altri ministri e politici per svariate ragioni, anche in assenza di indagini formali.
Il vicepremier Antonio Tajani, a margine di una riunione del Partito Popolare Europeo, ha ribadito la sua posizione garantista, affermando che un cittadino deve essere considerato colpevole solo quando una sentenza è passata in giudicato. Tajani ha sottolineato che, per quanto riguarda Forza Italia, non vi è alcuna richiesta di dimissioni nei confronti della ministra Santanché. La posizione del vicepremier è chiara: non si possono condannare le persone prima del processo.
Nel frattempo, la premier Giorgia Meloni, attualmente a Washington per presenziare all'Inauguration Day di Donald Trump, non ha ancora preso una decisione definitiva sulla questione. La situazione di Santanché rimane in bilico, in attesa del ritorno della leader di Fratelli d'Italia. Tuttavia, all'interno della maggioranza, solo Forza Italia si è espressa apertamente in difesa della ministra del Turismo.
Il caso Visibilia, che ha portato al rinvio a giudizio di Santanché, continua a tenere banco nel dibattito politico italiano. La ministra, che ha sempre sostenuto la necessità di dimissioni per chiunque fosse coinvolto in vicende giudiziarie, si trova ora a dover affrontare le stesse richieste da parte delle opposizioni.




