Santanchè, caso «congelato»

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Il rinvio a giudizio della ministra al Turismo, Daniela Santanchè, ha scatenato un'ondata di polemiche all'interno del suo partito, Fratelli d'Italia (FdI). La premier Giorgia Meloni, in procinto di partire per gli Stati Uniti per partecipare all'insediamento ufficiale di Donald Trump alla Capital One Arena di Washington, ha dovuto affrontare una decisione difficile riguardo al futuro della ministra. La partenza di Meloni, prevista per domenica mattina, è stata incerta fino all'ultimo momento, ma alla fine ha deciso di partire, lasciando Santanchè in una posizione delicata.

All'interno di FdI, la situazione è tesa: molti parlamentari si rifiutano di offrire pubblicamente solidarietà alla ministra, che si trova isolata e sotto pressione. La chat interna del partito è gelida nei confronti di Santanchè, che ha dichiarato a La Stampa di non voler prestarsi a un processo mediatico. Tuttavia, la sensazione è che il vero processo che deve affrontare sia quello politico, già iniziato all'interno del suo partito.

Il pressing su Meloni affinché prenda una decisione definitiva è forte: molti dirigenti di FdI ritengono che la premier debba far dimettere Santanchè per chiudere una volta per tutte la vicenda. La ministra, indagata da quasi due anni, si trova ora in una posizione sempre più precaria, con il rischio di dover affrontare non solo le accuse giudiziarie, ma anche l'ostracismo del suo stesso partito.

L'intreccio di trasferte che ha visto ieri lontani da Roma sia il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, sia il Presidente del Senato, Ignazio La Russa, ha concesso un po' di respiro a Santanchè, rendendo improbabili le dimissioni prima del ritorno di Meloni dagli Stati Uniti.

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