Portogallo, Ramos o Ronaldo? Cosa dicono i numeri sulla nuova gerarchia
Articolo Precedente
Articolo Successivo
Redazione Sport
-
La nazionale portoghese ha vissuto una sosta di Nations League da protagonista assoluta, conquistando quattro vittorie su quattro partite e la qualificazione matematica ai quarti di finale. Un percorso netto che ha però acceso un dibattito destinato a durare a lungo: chi deve guidare l'attacco lusitano, Gonçalo Ramos o Cristiano Ronaldo? La domanda non è soltanto una suggestione giornalistica, perché i numeri delle ultime settimane raccontano una storia piuttosto netta.
Il rendimento di Ramos con la maglia del Portogallo
Gonçalo Ramos ha vissuto questa finestra internazionale da assoluto protagonista, segnando tre reti in tre presenze da titolare. Il centravanti del Milan ha aperto le danze nella vittoria per 4-2 in Danimarca, dove ha servito a João Cancelo l'assist per il vantaggio e poi ha firmato personalmente il momentaneo 2-1. Tre giorni più tardi, contro la Norvegia a Oporto, è arrivato il gol decisivo per il 2-1 finale, su assist di João Félix, che ha consegnato al Portogallo il pass per i quarti.
Il dato che colpisce è la continuità: l'attaccante ha trovato la rete ogni volta che è partito dal primo minuto in questa sosta.
Le difficoltà in rossonero e i chilometri percorsi
Se con la maglia del Portogallo Ramos si trasforma in un finalizzatore implacabile, l'inizio di stagione al Milan ha avuto un volto decisamente diverso. Nelle prime sei gare ufficiali con i rossoneri è arrivata una sola rete, quella contro il Venezia, con appena undici conclusioni totali e sei nello specchio della porta. I dati sul lavoro senza palla offrono però una chiave di lettura interessante: nelle prime cinque giornate di Serie A Ramos ha percorso in media 11,5 chilometri a partita, mentre nelle quattro gare di Nations League la media è scesa a 8,3 chilometri.
Oltre tre chilometri di differenza che alimentano una domanda legittima: il centravanti sta correndo troppo nel sistema di gioco di Rúben Amorim?
Il caso Ronaldo e lo strappo con Jorge Jesus
Il dibattito sulla titolarità si è intrecciato inevitabilmente con la vicenda che ha visto protagonista Cristiano Ronaldo, il quale ha lasciato il ritiro della nazionale dopo essere rimasto in panchina nella vittoria contro la Norvegia. Il commissario tecnico Jorge Jesus ha spiegato che la porta della selezione resta aperta per il capitano: «Se lui vuole, tornerà in nazionale. Possiamo parlare prima della prossima convocazione, ma è Cris che deve decidere».
Il presidente della Federcalcio portoghese, Pedro Proença, ha definito l'episodio un malinteso da risolvere internamente, ricordando che Ronaldo «è in nazionale per meriti sportivi e questo deve essere assolutamente indiscutibile».
La scelta in vista degli impegni di novembre
Il Portogallo tornerà in campo a novembre per affrontare la Danimarca il 14 e il Galles tre giorni più tardi. Jorge Jesus ha già annunciato che Ronaldo sarà convocato per quella finestra se continuerà a giocare con l'Al-Nassr e se lo desidera. Nel frattempo, Ramos ha parlato del proprio momento con soddisfazione: «Ho sempre dimostrato di essere presente anche quando non giocavo molto. Queste tre partite sono motivo di orgoglio e una dimostrazione del mio lavoro».
Puoi riutilizzare questo articolo o riprenderne i contenuti, anche parzialmente, citando la fonte con link attivo a informazione.news, il portale online di notizie e approfondimenti.
