Riforma sanitaria in Italia: promesse e realtà
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Redazione Salute
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La miniriforma sanitaria promessa dal governo italiano sembra aver raggiunto un punto morto. Nonostante gli annunci precedenti, i provvedimenti che richiedono investimenti significativi sono stati rinviati. Nel Consiglio dei Ministri di oggi, saranno approvate solo le misure a costo zero, principalmente focalizzate sul monitoraggio delle liste d'attesa.
Le parole di Speranza
Roberto Speranza, ex ministro della Salute, ha espresso la sua preoccupazione riguardo alla situazione attuale. Secondo lui, il problema principale è la mancanza di risorse. Ha criticato il governo per aver promesso una riforma senza risorse, soprattutto a pochi giorni dalle elezioni, definendola come pura propaganda.
Il bluff del taglio alle liste d'attesa
Speranza ha inoltre accusato il governo di bluff riguardo al taglio delle liste d'attesa. Ha sottolineato che il governo, che si vanta di aver investito molto nella sanità, in realtà non ha risorse per la sanità. La "grande riforma" annunciata dalla presidente del Consiglio in campagna elettorale, a causa della mancanza di coperture, si è trasformata in un decreto monco e in un disegno di legge che comincerà il suo iter solo dopo le elezioni europee.
Le misure previste dal decreto
Il decreto legge che passerà oggi in Consiglio dei Ministri prevede la creazione di una Piattaforma nazionale di monitoraggio, l'apertura delle visite anche nel fine settimana, l'istituzione di un ispettorato presso il ministero per verificare il rispetto delle norme e il Cup unico regionale o infraregionale con tutte le prestazioni disponibili del pubblico e del privato convenzionato.
La critica alla logica del governo
Tuttavia, Speranza critica la logica del governo, che stabilisce un'equivalenza tra diritto alla cura e diritto alle prestazioni. Secondo lui, il governo sostiene che i problemi dell'assistenza possono essere facilmente risolti migliorando l'offerta di prestazioni. Ma Speranza sostiene che non basta organizzare meglio il mercato, incentivare adeguatamente i produttori, iniettare nel sistema un aggiunta di tecnologie informative e metterle in capo a un’ennesima agenzia ministeriale, perché tutte le criticità vengano risolte.




