La tempesta politica in Trentino: Sgarbi, Fugatti e il Mart

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Redazione Interno Redazione Interno   -   La tempesta politica scatenata dalle dimissioni di Vittorio Sgarbi, ex sottosegretario alla Cultura e critico d'arte, ha travolto anche il Trentino. La questione è diventata inevitabile, considerando che Sgarbi era in odore di rinomina alla presidenza del Mart, il museo di arte contemporanea, a dicembre, in occasione del ventesimo anniversario del museo. Sgarbi aveva dichiarato: «Finché c’è Fugatti, io ci sono. Resterò presidente del Mart». Tuttavia, lo scenario è cambiato drasticamente.

Le opposizioni incalzano

Le opposizioni politiche invitano il presidente Maurizio Fugatti a prendere le distanze da Sgarbi. Lucia Maestri, consigliera del Partito Democratico, ha usato un'immagine forte per esprimere questo concetto, invitando Fugatti a «rescindere il cordone ombelicale con Sgarbi».

Sgarbi, la capra espiatoria

In un curioso scherzo del destino, Sgarbi, noto per la sua passione per le capre, è diventato un capro espiatorio. Le dimissioni di Sgarbi sono state accolte con giubilo da parte di coloro che si oppongono al governo, e l'ex sottosegretario è diventato il bersaglio di tutto il loro livore.

Il conflitto di interessi

Le numerose attività di Sgarbi - presentazioni di libri, conferenze d’arte, performance teatrali, tutte retribuite profumatamente - non rispettano la legge Frattini sul conflitto di interessi. Tuttavia, è altrettanto vero che la legge Frattini non rispetta Vittorio Sgarbi. Questa legge, votata nel 2004 per regolare i conflitti di interessi dopo vent’anni di scorribande berlusconiane, non è riuscita nel suo obiettivo. E' un obiettivo spropositato, considerando la complessità della questione.

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