L'argento vola oltre i 100 dollari, l'oro sfiora i 5.000 nel turbine della geopolitica

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Redazione Economia Redazione Economia   -   La febbre dei metalli preziosi, che molti analisti consideravano un ciclo destinato a esaurirsi, ha invece compiuto un balzo storico, scrivendo numeri che fino a pochi mesi orsono appartenevano soltanto alla sfera delle ipotesi più audaci. L'argento, il cui ruolo è stato a lungo quello di fratello minore dell'oro, ha infatti infranto per la prima volta il muro dei 100 dollari l'oncia, attestandosi a 100,710 dollari. Un traguardo epocale, che arriva al culmine di una corsa vertiginosa, la quale, se si guarda all'anno trascorso, ha fatto segnare un incremento del 227,9%. Una dinamica parallela, sebbene con numeri assoluti differenti, interessa il metallo giallo, il cui prezzo, alle ore 17:20, viaggiava a 4.981,74 dollari l'oncia, in rialzo dell'1,4% nella giornata e di un impressionante 79,3% su base annua, portandosi a un passo dalla soglia psicologica dei 5.000 dollari.

La sfiducia nel dollaro e le tensioni internazionali

Dietro a questa escalation, che sta riportando in auge il ruolo dei metalli preziosi come bene rifugio per eccellenza, si celano fattori geopolitici ed economici di grande portata. Le tensioni internazionali, acuite dalle recenti pressioni degli Stati Uniti per il controllo della Groenlandia, hanno generato un clima di forte incertezza, alimentando il timore di dazi e ritorsioni commerciali. Questo contesto, unito a politiche monetarie espansive, sta erodendo la fiducia degli investitori nel dollaro statunitense, spingendo capitali ingenti verso asset considerati più stabili e al riparo dalle fluttuazioni valutarie. L'argento, in particolare, beneficia di una doppia natura: quella di bene rifugio, appunto, e quella di materia prima industriale, la cui domanda resta sostenuta in settori tecnologici strategici.

Una struttura tecnica solida e gli scenari futuri

La situazione tecnica del future sull'argento conferma la solidità del movimento rialzista. I prezzi, dopo aver toccato i nuovi massimi storici, si sono portati a ridosso e poi oltre quella soglia psicologica dei 100 dollari che rappresenta un punto di svolta fondamentale. Il trend primario si mantiene fortemente positivo, con i principali indicatori direzionali, dal Macd al Parabolic SaR fino al Vortex, che si trovano tutti in posizione long, segnalando la persistenza di un momentum favorevole. Questo quadro è stato preceduto, nel solo mese di gennaio, da un rialzo superiore al 40%, quando il metallo si avvicinava ai 98,5 dollari sostenuto dall'indebolimento del dollaro e dal traino dell'oro.

Le prospettive di Bank of America e il ruolo degli investitori retail

In una nota speciale, Bank of America ha tracciato uno scenario ancor più ottimistico per il medio periodo, indicando la possibilità per l'argento di raggiungere il livello di 170 dollari l'oncia su un orizzonte di due anni. Una condizione necessaria per un simile exploit, secondo gli analisti della banca, è l'ingresso massiccio degli investitori retail nel rally, un fenomeno che, a quanto pare, si sta già manifestando e che potrebbe fornire ulteriore carburante alla salita. La corsa dell'argento, dunque, non sembra essere un episodio isolato o puramente speculativo, ma si inserisce in un quadro macroeconomico complesso, caratterizzato da una ricerca di protezione dal rischio e da una rivalutazione profonda del valore intrinseco dei metalli preziosi.

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