Terremoto in Grecia di magnitudo 5.5, forte scossa avvertita in Puglia e in Albania

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Redazione Interno Redazione Interno   -   La terra ha tremato con decisione, nelle prime ore di domenica 8 marzo, nel nord-ovest della Grecia, e il movimento, data l’energia sprigionata, è stato distintamente avvertito anche in diverse località della Puglia, in particolare nel Salento, regione che per conformazione geologica e vicinanza alle coste balcaniche risente spesso di questi fenomeni tellurici. Erano le 4.32, ora italiana, quando i sismografi dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV) e degli analoghi enti di monitoraggio greci e statunitensi hanno registrato un evento sismico di magnitudo 5.5. L’epicentro, secondo le rilevazioni, è stato localizzato nella regione storica dell’Epiro, a poca distanza dalla città di Ioannina – distante in linea d’aria circa duecento chilometri da Santa Maria di Leuca – e in prossimità del confine con l’Albania.

La profondità dell’ipocentro, fissata attorno ai dieci chilometri, è un fattore che spiega l’intensità con cui il sisma è stato percepito dalla popolazione locale, ma anche la sua propagazione oltre il mare Adriatico. Una scossa di queste caratteristiche, in una zona sismicamente attiva come l’arco ellenico, non rappresenta un evento eccezionale, ma la sua localizzazione nell’entroterra, e non in mare aperto, ha inevitabilmente generato apprensione tra i residenti delle aree prossime all’epicentro. Le autorità greche, come prassi in questi casi, hanno avviato le procedure di verifica, sebbene le prime informazioni, giunte attraverso i canali di protezione civile e le prefetture locali, non abbiano fatto registrare danni rilevanti a persone o a strutture abitative e produttive.

Conseguenze e disagi tra Grecia e Albania

Oltre al naturale spavento che un risveglio improvviso con un forte boato e lo scuotimento dei mobili può provocare, il terremoto ha causato alcuni disagi tecnici e piccoli crolli. Secondo le dichiarazioni rilasciate ai media locali dal vice sindaco per la Protezione Civile di Ioannina, si sono verificati temporanei blackout elettrici in alcune zone del bacino intorno alla città, un evento comune a seguito di sollecitazioni sismiche di una certa consistenza sulle reti di distribuzione. Il governatore della regione dell’Epiro ha poi segnalato che, sull’autostrada Egnatia che collega diverse località del nord del paese, si sono avuti alcuni piccoli movimenti franosi con conseguente caduta di detriti rocciosi sulla carreggiata, un evento che ha richiesto l’intervento dei servizi di manutenzione per la rimessa in sicurezza della viabilità. Oltre il confine, anche in alcune aree dell’Albania meridionale il sisma è stato avvertito nettamente, ma anche da quella parte non sono giunte segnalazioni di feriti o di crolli significativi.

Il monitoraggio e le repliche

I sismografi continuano a monitorare l’area, e non è raro che eventi di questa portata siano seguiti da una sequenza di repliche, talvolta avvertite dalla popolazione, che testimoniano il progressivo assestamento della faglia. La comunità scientifica, attraverso i dati incrociati dell’INGV e degli istituti geodinamici di Atene e di Thessaloniki, ha fornito coordinate precise dell’evento: l’epicentro è stato posizionato più precisamente nell’unità regionale di Thesprotia, a una distanza di circa dieci o venti chilometri da alcuni centri abitati come Leptokarya o Rodotopi, località che si trovano nell’immediato entroterra. La magnitudo, sebbene lievemente differente nelle prime stime fornite da alcuni enti (con valori oscillanti tra 5.3 e 5.5), è stata infine concordemente attestata attorno al grado 5.5 della scala Richter.

Il risveglio nel Salento

Sull’altra sponda dell’Adriatico, in Puglia, la scossa non è passata inosservata: in molti, specialmente coloro che risiedono ai piani alti degli edifici nel Leccese e nel brindisino, hanno percepito una lunga e distinta oscillazione, sufficiente a svegliarli nel cuore della notte o nelle prime ore del mattino. La direzionalità delle onde sismiche ha fatto sì che la fascia costiera adriatica e quella ionica del Salento fossero le più esposte alla risonanza del movimento tellurico. Nonostante la paura, le verifiche effettuate dai vigili del fuoco e dalla protezione civile regionale non hanno evidenziato criticità o lesioni agli edifici, confermando che l’effetto, seppur chiaramente avvertito, è rientrato nei limiti di un evento sismico lontano dall’essere distruttivo.

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