Crisi dei medici di famiglia: in Lombardia e Friuli i concorsi sono un flop
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Redazione Salute
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La Lombardia, una delle realtà più dinamiche del sistema sanitario nazionale, deve fare i conti con una batosta inattesa che minaccia la futura assistenza territoriale. Al concorso per il corso di formazione in medicina generale, su oltre seicento iscrizioni, si sono presentati in appena trecentosei candidati. Un dato allarmante, considerando che la Regione aveva bandito trecentonovanta posti per coprire il fabbisogno dei prossimi tre anni.
Le immediate conseguenze per la Lombardia
Le stime più realistiche indicano che solo circa duecentocinquanta medici inizieranno effettivamente il percorso formativo. Questo si traduce in un deficit di circa centoquaranta unità, un vuoto che graverà su un servizio già in difficoltà, lasciando migliaia di cittadini senza un facile accesso alle prestazioni di base. La Fimmg di Milano ha sottolineato senza giri di parole come la professione di medico di famiglia abbia perso ogni attrattiva per le nuove generazioni.
La situazione critica in Friuli Venezia Giulia
Un fenomeno analogo si è verificato in Friuli Venezia Giulia. Su ottanta iscritti per quaranta posti banditi, solo quarantaquattro candidati si sono presentati alla prova selettiva a Monfalcone. Anche in questo caso, le previsioni sono negative: si stima che solo una ventina di medici porterà a termine il triennio di specializzazione.
Una crisi strutturale del sistema
Il quadro che emerge è quello di una crisi profonda e ormai strutturale, che attraversa l'Italia senza distinzioni geografiche. La carriera di medico di base, un tempo un traguardo prestigioso, è oggi sempre più marginale tra le opzioni dei giovani specialisti. I motivi, noti agli addetti ai lavori – dagli oneri burocratici all'elevata pressione assistenziale – stanno producendo un effetto concreto: i posti disponibili, calibrati sul fabbisogno reale, non verranno coperti, lasciando il servizio sanitario regionale con un vuoto difficile da colmare.




