Bper accelera su Popolare di Sondrio: un risiko bancario in corso
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Redazione Economia
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La nuova fase del consolidamento bancario italiano ha spinto Bper a muoversi con decisione verso la Popolare di Sondrio, in un’operazione da 4,3 miliardi di euro che mira a rafforzare il proprio posizionamento nel panorama finanziario nazionale. L’obiettivo, come spiegato dall’amministratore delegato Gianni Franco Papa, non è solo quello di proteggere i territori, ma anche di agire in chiave difensiva, anticipando eventuali mosse di altri istituti interessati all’acquisizione dell’istituto valtellinese.
La storia tra le due banche, del resto, ha radici lontane. Quando le popolari erano ancora legate al voto capitario e alla loro natura mutualistica, si diceva che, se mai la Banca Popolare di Sondrio avesse dovuto “sposarsi”, la scelta naturale sarebbe caduta sulla “consorella” emiliana. Oggi, quella previsione sembra avverarsi: Bper, guidata da Papa, ha lanciato un’offerta pubblica di scambio da 4,5 miliardi, puntando a un’integrazione che, secondo i vertici dell’istituto emiliano, rappresenta una “perfetta combinazione industriale”.
A Sondrio, tuttavia, l’atmosfera è tutt’altro che entusiasta. Due giorni dopo l’annuncio dell’offerta, molti preferiscono mantenere un prudente silenzio, mentre il consiglio di amministrazione della Popolare di Sondrio si prepara a esprimersi sulla proposta. Tra i piccoli imprenditori locali, però, serpeggia la preoccupazione di veder interrotto un meccanismo che, fino a oggi, ha funzionato senza intoppi. Non è un caso che, qualche anno fa, l’altra banca del territorio, il Credito Valtellinese, sia stata inglobata da Credit Agricole, lasciando un vuoto che ancora oggi si fa sentire.
L’operazione, tuttavia, trova il sostegno di Unipol, primo azionista della Popolare di Sondrio con il 19,7% del capitale. Carlo Cimbri, presidente del gruppo assicurativo, ha definito quella tra Bper e Popolare di Sondrio una “unione naturale”, sottolineando come una banca più forte possa garantire una distribuzione più efficace dei prodotti assicurativi. Unipol, che già collabora con Bper, vede nell’integrazione un’opportunità per rafforzare ulteriormente la propria presenza sul mercato.
Dal punto di vista operativo, l’accordo sembra vantaggioso: le sovrapposizioni tra le due banche riguardano solo otto filiali, un dettaglio che rende l’operazione meno complessa rispetto ad altre fusioni del passato. Tuttavia, resta da vedere come reagiranno gli azionisti della Popolare di Sondrio, chiamati a decidere sul futuro di un istituto che, per molti, rappresenta non solo un punto di riferimento finanziario, ma anche un simbolo dell’identità locale.




