Fusione Bper e Popolare di Sondrio, i cda danno il via libera

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Redazione Economia Redazione Economia   -   I consigli di amministrazione di BPER Banca e di Banca Popolare di Sondrio hanno siglato, riunendosi in una giornata che segna una svolta, l’atto formale che avvia la fusione per inCorporazione dell’istituto valtellinese nel gruppo emiliano. L’operazione, la quale procede secondo i tempi previsti e che si inquadra perfettamente nel piano industriale e nel documento d’offerta che la Consob aveva già approvato nel giugno 2025, mira a costruire un soggetto bancario di più ampia scala, puntando a un’efficienza operativa superiore e a una competitività rafforzata nel panorama creditizio nazionale. Un percorso, questo, che non nasce certo oggi ma che trova il suo momento culminante dopo l’offerta pubblica di acquisto lanciata all’inizio dell’anno, la quale ha portato Bper a detenere una quota maggioritaria, pari all’80,7%, del capitale della Popolare di Sondrio, rendendo di fatto inevitabile e consequenziale il passo successivo dell’integrazione piena.

Sinergie e costi dell'operazione

Il progetto, che gli analisti finanziari osservano con attenzione per le sue potenzialità di creazione di valore, prevede la realizzazione di sinergie di costo che, a regime, potrebbero raggiungere la cifra considerevole di 190 milioni di euro su base annua; a queste si aggiungono ulteriori benefici, stimati in circa 100 milioni di euro l’anno, che dovrebbero scaturire da sinergie di ricavo. Per conseguire tali obiettivi, le due banche dovranno tuttavia sostenere degli oneri di integrazione una tantum, il cui ammontare complessivo è stato calcolato in 400 milioni di euro, una somma ingente che verrà impiegata per fondere le strutture operative e armonizzare i sistemi informatici. Si tratta, in sostanza, di un investimento volto a ottenere, nel medio periodo, una struttura di costo più snella e un’offerta commerciale più solida e articolata, capaci di generare maggiore redditività.

I numeri del gruppo e i risultati finanziari

Il gruppo BPER Banca, che già vanta una presenza capillare sul territorio italiano con una rete di 2.051 sportelli, a cui si andranno ad aggiungere i 21 della Popolare di Sondrio e l’avamposto lussemburghese di BPER Bank Luxembourg, ha nel frattempo diffuso i risultati consolidati relativi ai primi nove mesi del 2025, i quali mostrano un andamento finanziario decisamente positivo. Durante la riunione del 5 novembre, il consiglio di amministrazione, sotto la presidenza di Fabio Cerchiai, ha approvato tali dati, evidenziando un utile in netta crescita, che segna un incremento del 30% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, un dato che conferma la solidità patrimoniale e la buona gestione operativa dell’istituto. Questa performance, del resto, ha già permesso di deliberare un acconto sul dividendo per l’esercizio in corso, un segnale di fiducia che il gruppo intende trasmettere ai propri azionisti.

Il percorso verso il completamento

La fusione, definita nelle note ufficiali come una “leva strategica coerente con il percorso di crescita sostenibile”, non è dunque un punto di arrivo bensì un elemento di accelerazione rispetto ai piani industriali stand-alone che i due istituti avevano precedentemente approvato. L’intero processo, che coinvolge non solo gli aspetti tecnici e finanziari ma anche le risorse umane di entrambe le realtà, è atteso per la sua conclusione entro il mese di aprile, un traguardo temporale che, se rispettato, sancirà la nascita di un nuovo protagonista nel settore bancario italiano. La nuova entità, ereditando il patrimonio clientelare e le competenze distintive delle due banche, si propone di affrontare le sfide del mercato con una base patrimoniale più ampia e una proposta di valore più competitiva.

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