Forvis Mazars nominata esperto indipendente per la fusione Bper-Popolare di Sondrio
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Redazione Economia
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L’operazione di fusione per inCorporazione di Banca Popolare di Sondrio in BPER Banca, che porterà alla nascita di un polo bancario di primaria importanza nel Centro-Nord, si arricchisce di un tassello fondamentale dal punto di vista della conformità giuridica e della trasparenza verso gli azionisti. Il Tribunale di Bologna, infatti, ha nominato Forvis Mazars, network globale attivo nei servizi professionali, in qualità di Esperto Indipendente comune per valutare la congruità del rapporto di cambio delle azioni, un passaggio doveroso ai sensi dell'articolo 2501-sexies del Codice Civile. La relazione redatta dallo studio, e ci si sofferma su questo aspetto, dovrà certificare la correttezza e l'adeguatezza dei criteri utilizzati dai due istituti di credito per determinare il concambio, fissato in 1,45 azioni BPER per ogni Titolo della banca valtellinese, un valore che rappresenta il perno dell'intera aggregazione.
L'incarico a Forvis Mazars arriva in una fase avanzata dell'iter, subito dopo il via libera arrivato dalle assemblee straordinarie dei soci delle due banche, riunitesi nei giorni scorsi per esprimere il loro parere definitivo. L'approvazione era ampiamente attesa, visti i rapporti di forza in gioco, ma il dato rilevante è la quasi unanimità con cui il progetto è stato accolto: se per BPER i voti favorevoli hanno sfiorato il 99,96% del capitale rappresentato in assemblea, per Popolare di Sondrio la percentuale è stata addirittura del 99,99%, un segnale inequivocabile del sostegno dei soci all'operazione voluta e fortemente caldeggiata dal management. Ora, con la nomina dell'esperto indipendente, si compie un ulteriore passo verso l'atto conclusivo della fusione, previsto per la seconda metà di aprile, quando Popolare di Sondrio cesserà di esistere come entità giuridica autonoma per confluire definitivamente nel gruppo guidato da Gianni Franco Papa.
Il rapporto di cambio e le dinamiche del concambio
Il meccanismo del concambio, cuore pulsante dell'operazione, è stato definito nei dettagli e prevede l'annullamento delle azioni proprie detenute da Popolare di Sondrio alla data di efficacia della fusione, unitamente all'annullamento dei titoli della banca valtellinese già posseduti da BPER. Per le restanti azioni ordinarie della Popolare, scatterà l'assegnazione di titoli BPER secondo il rapporto di 1,45 a 1, un valore che inra le valutazioni complessive delle due società e che ora dovrà ricevere il crisma dell'ufficialità dalla relazione di Forvis Mazars. Il documento, che sarà depositato presso il Tribunale di Bologna, avrà l'obiettivo di tutelare gli azionisti di minoranza, verificando che nessuna delle due parti abbia tratto un indebito vantaggio dalla negoziazione. Contestualmente, l'assemblea di BPER ha dato il via libera alla modifica dell'articolo 5 dello statuto sociale, un adeguamento tecnico necessario per riflettere l'aumento del capitale sociale a servizio del concambio.
Parallelamente all'evolversi della pratica fusione, arrivano segnali confortanti anche dai mercati e dalle agenzie di rating, che sembrano guardare con favore alla creazione del nuovo polo. Fitch Ratings, lo ha comunicato la stessa Banca Popolare di Sondrio, ha confermato tutti i rating assegnati all'istituto, mantenendo il rating emittente a lungo termine al livello investment grade “BBB”. L'aspetto più interessante, però, è l'outlook “Positivo” che accompagna il giudizio, un’indicazione prospettica che allinea la valutazione della banca valtellinese a quella già attribuita alla capogruppo BPER. La conferma arriva in un momento cruciale, a poche settimane dall'integrazione piena, e riflette la solidità patrimoniale dell'entità combinata, nonché la razionalità industriale di un'operazione che promette sinergie di costo stimate in circa 190 milioni di euro annui e ricavi aggiuntivi per 100 milioni.
I tempi dell'integrazione e le modifiche statutarie
L'integrazione procede spedita, come confermato dallo stesso amministratore delegato di BPER Gianni Franco Papa nel corso di recenti audizioni parlamentari, e la data del 20 aprile si avvicina come termine ultimo per il perfezionamento civilistico dell'operazione. Fino a quella data, le azioni di Popolare di Sondrio continueranno a essere negoziate in Borsa, per poi essere convertite senza diritto di recesso per gli azionisti. È un processo accelerato, voluto dalla banca modenese per cogliere rapidamente i benefici della fusione, e che ha visto l'apertura di ben 23 cantieri operativi già dallo scorso agosto, subito dopo il successo dell'OPAS che ha portato BPER a detenere oltre l'80% del capitale della Popolare. La fase di integrazione, come spiegato dallo stesso Papa, assorbe completamente le energie del management, tanto che non sono allo studio altre operazioni di aggregazione: l'obiettivo primario è “digerire e consolidare” quanto fatto, valorizzando le risorse e le competenze della banca valtellinese, come dimostra la scelta di affidare a manager provenienti da Sondrio ruoli chiave nella nuova direzione regionale.
In questo quadro di ordinata transizione, si inserisce anche la notizia relativa all'ingresso di JP Morgan Chase nell'azionariato di BPER con una partecipazione superiore al 10%, un movimento che la banca d'affari statunitense ha giustificato con attività di market making e operazioni per conto della clientela. Al di là delle intenzioni dichiarate, la mossa di JP Morgan contribuisce oggettivamente a ridurre il flottante disponibile, rendendo di fatto più complessa qualsiasi ipotetica operazione ostile su BPER in un futuro ormai prossimo in cui la banca si presenterà sul mercato con una struttura patrimoniale e dimensionale profondamente diversa. L'operazione, sostenuta dall'azionista di riferimento Unipol, chiude quindi un capitolo lungo un anno, avviato a febbraio 2025 con un'offerta non sollecitata, e ne apre uno nuovo per il sistema bancario italiano, che si troverà ad avere un nuovo protagonista nel rapporto con famiglie e imprese del Centro-Nord.




