Trump e Musk si scontrano sulla legge di bilancio: "Senza aiuti torneresti in Sudafrica"

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Redazione Esteri Redazione Esteri   -   Il conflitto tra Donald Trump e Elon Musk, un tempo alleati nella battaglia per un'America meno legata alle politiche tradizionali, ha raggiunto toni sempre più aspri. L’ultimo capitolo della loro faida ruota attorno alla "Big Beautiful Bill", il controverso pacchetto fiscale che, dopo essere stato approvato al Senato con un margine risicato di 51 a 49, si appresta a diventare legge nonostante le critiche di chi lo considera un rischio per il debito pubblico.

Musk, che nei mesi scorsi aveva annunciato un temporaneo ritiro dalla scena politica, è tornato a colpire duramente il provvedimento, definendolo «totalmente folle» e sostenendo che «distruggerà milioni di posti di lavoro». Una presa di posizione netta, che non ha lasciato spazio a mezze misure e ha scatenato la risposta immediata del presidente. Trump, noto per non risparmiare gli avversari, ha replicato con una frecciata personale: «Senza i sussidi governativi, chiuderebbe bottega e tornerebbe in Sudafrica». Un riferimento alle agevolazioni pubbliche di cui Tesla e altre aziende legate all’imprenditore hanno beneficiato negli anni.

La legge, che riduce la pressione fiscale e taglia parte della spesa sociale, ha diviso gli economisti ma raccoglie il sostegno di alcune grandi banche, secondo le quali potrebbe rilanciare la crescita nonostante i timori per l’aumento del deficit. Il testo, modificato più volte durante l’iter parlamentare, include ora capitoli di spesa aggiuntivi per 900 milioni di dollari, un dettaglio che ha alimentato ulteriori polemiche.

Quello tra i due, però, non è solo uno scontro politico. Dietro le accuse reciproche si intravede una rivalità personale, che li ha portati a passare da complici a nemici in pochi mesi. Musk, che non ha mai nascosto le sue ambizioni oltre il mondo degli affari, ha ribadito l’intenzione di fondare il partito "America", posizionandosi come antagonista diretto dell’attuale inquilino della Casa Bianca. Trump, dal canto suo, sembra intenzionato a non concedere spazio a chiunque minacci la sua leadership.

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