Kiev, attacco russo con missili balistici: una vittima e blackout per oltre 500mila famiglie

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Redazione Esteri Redazione Esteri   -   Un massiccio attacco russo con missili balistici ha colpito Kiev nella notte tra il 18 e il 19 ottobre, provocando una vittima e diversi feriti. Secondo quanto riferito dal servizio ucraino di emergenza statale, le esplosioni hanno causato incendi e danni in almeno tre quartieri della capitale, coinvolgendo una stazione della metropolitana, un centro commerciale, una struttura sanitaria, una scuola e diversi edifici residenziali.

Il sindaco della capitale, Vitali Klitschko, ha precisato che nella zona di Solomianskyi un centro diagnostico e consultoriale è stato gravemente danneggiato, con oltre 200 finestre infrante e danni a porte, soffitti e apparecchiature mediche, mentre nel distretto di Dniprovskyi è stata colpita una struttura scolastica. Le autorità ucraine hanno reso noto che la persona deceduta è una giovane donna di 21 anni, rimasta uccisa mentre si trovava all'interno di un'auto al momento dell'esplosione.

Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky, intervenendo sull'accaduto, ha fornito un quadro più dettagliato dell'offensiva, sostenendo che la Russia ha lanciato 16 missili balistici in più ondate contro Kiev e la sua regione, affiancati da oltre 200 droni di vario tipo, compresi i Shahed a propulsione a reazione. Secondo il capo dello Stato, l'attacco ha danneggiato più di dieci infrastrutture energetiche, lasciando almeno 550mila famiglie senza elettricità.

Zelensky ha inoltre sottolineato che le sirene di allarme non sono state attivate in anticipo rispetto all'arrivo dei missili, un elemento che ha caratterizzato anche le precedenti ondate di attacchi contro la capitale.

Il ministero della Difesa russo ha confermato l'offensiva notturna, sostenendo tuttavia che gli obiettivi presi di mira fossero esclusivamente militari, industriali e informatici. Secondo la versione di Mosca, i raid avrebbero colpito impianti del complesso militare-industriale, depositi di missili da crociera e droni, oltre a un centro di elaborazione dati nella capitale e nella regione circostante.

La ricostruzione ucraina diverge radicalmente da quella russa, includendo tra gli obiettivi colpiti strutture civili come la clinica, la scuola e la stazione della metropolitana. Nel suo intervento, Zelensky ha respinto le accuse secondo cui Kiev non desidererebbe porre fine al conflitto, affermando che il governo ucraino ha sempre sostenuto ogni piano di pace e tregua promosso dai partner internazionali. "L'Ucraina non ha mai voluto questa guerra e ha accolto con favore ogni tentativo dei nostri partner di porre fine a questo conflitto in modo dignitoso.

Abbiamo risposto positivamente a ogni proposta di cessate il fuoco. La risposta della Russia, ogni volta, è stata la stessa: missili balistici, Shahed e uccisioni", ha dichiarato il presidente ucraino.

L'impatto dell'attacco si è fatto sentire anche sulla mobilità urbana. A causa dei danni riportati dalla rete elettrica, alcune stazioni della metropolitana hanno sospeso temporaneamente il servizio, con particolare riferimento alle stazioni di superficie della linea rossa, tra cui Chernihivska e Lisova, chiuse al traffico passeggeri per consentire gli interventi di ripristino.

I danni alla rete di trasporto ferroviario hanno inoltre causato ritardi e interruzioni, mentre le squadre di soccorso hanno lavorato per domare gli incendi divampati in diversi punti della città a seguito delle deflagrazioni. Le autorità locali hanno confermato che gli interventi di emergenza sono proseguiti per l'intera mattinata, con gli operatori impegnati a mettere in sicurezza le aree colpite e a ripristinare i servizi essenziali nei quartieri interessati.

L'offensiva su Kiev si inserisce in una serie di attacchi che nelle ultime settimane hanno preso di mira in modo sistematico il settore energetico ucraino. Le strutture colpite nella notte tra il 18 e il 19 ottobre si distribuiscono su un'ampia area del Paese, con danni segnalati in regioni che vanno da Vinnytsia a Volyn, da Kirovohrad a Kiev, da Mykolaiv a Zhytomyr, fino a Khmelnytskyi, Kharkiv, Ternopil, Odesa e Rivne

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