Ivan Basso e il caro-sigarette: “Dopo il tumore so quanto conta la prevenzione”

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Redazione Economia Redazione Economia   -   Il due volte vincitore del Giro d’Italia, che proprio in questi giorni si appresta a colorare le strade italiane con la sua magia da dirigente sportivo più che da gregario, ha scelto di rompere il silenzio in un momento particolare. Alla vigilia della Corsa Rosa, infatti, Ivan Basso ha prestato la sua voce – e la sua storia – alla campagna di raccolta firme “5 euro contro il fumo”, un’iniziativa che prova a trasformare un vizio costoso in un lusso inaccessibile. Colpito da un tumore ai testicoli nel 2015, un’esperienza che lo ha costretto a fermarsi proprio mentre il vento gli fischiava tra le ruote, l’ex campione ha trovato nella sofferenza una lezione di vita durissima: la prevenzione non è una noiosa predica da medico di base, ma l’unica vera arma che abbiamo per non farci mettere ko. “Da sportivo ed ex paziente oncologico”, dichiara senza mezzi termini, “non posso che aiutare un’iniziativa che reputo davvero importante. Il fumo è un comportamento estremamente pericoloso”. E lo dice lui, che di polmoni e di fiato se ne intende, visto che senza una respirazione perfetta una salita come lo Stelvio diventa semplicemente un muro invalicabile.

Il rincaro quotidiano e la mossa dell’accisa

Proprio mentre Basso lanciava il suo appello, i tabaccai aggiornavano i prezzi sui display. Da ieri, 6 maggio, è ufficialmente scattata una nuova tranche di rincari per sigarette e sigari, l’ennesima tappa di un calendario fiscale voluto dalla Legge di bilancio che prevede incrementi annuali fino al 2028. Se solo un mese fa i pacchetti avevano subito un primo ritocco, questa volta le marche coinvolte – come Corset e The King – registrano aumenti medi di circa 20 centesimi, portando il costo medio di un pacchetto tra i 5,30 e i 5,70 euro a seconda del prodotto. Per un fumatore abituale, quello che magari consuma una confezione al giorno, il conto a fine anno si fa già sentire, ma è solo l’inizio di una salita molto più ripresa. L’Agenzia delle Dogane e Monopoli ha dettagliato i numeri: l’accisa specifica passerà dagli attuali 32 euro per mille sigarette del 2026 ai 38,50 del 2028, un crescendo che però appare quasi una formalità se paragonato alla scure da 5 euro proposta dalle fondazioni.

L’obiettivo dei 5 euro e la sfida delle firme

È proprio questo il cuore caldo della questione. L’Associazione italiana di Oncologia medica (Aiom), insieme alla Fondazione Airc per la ricerca sul cancro, alla Fondazione Umberto Veronesi e alla Fondazione Aiom, hanno messo sul tavolo una proposta di legge d’iniziativa popolare che farebbe lievitare il prezzo di qualsiasi prodotto da fumo – comprese le e-cig e i tabacchi riscaldati – di cinque euro aggiuntivi. L’idea, per nulla innovativa ma sostenuta da evidenze schiaccianti, è quella di disincentivare il consumo come già accaduto in altri paesi europei dove il caro-sigarette ha ridotto drasticamente il numero degli adepti, specialmente tra i giovanissimi. “Aumentare il prezzo è un ottimo disincentivo”, sottolinea Basso, che invita i cittadini a firmare per raggiungere quota 50mila adesioni, la soglia necessaria per vedere il testo discusso in Parlamento. Al momento, secondo gli ultimi aggiornamenti delle stesse associazioni, le firme raccolte hanno già superato quota 40mila, manca cioè l’ultimo strappo per tagliare il traguardo.

Tra memoria personale e salute pubblica

Nelle sue dichiarazioni rilasciate in esclusiva, il ciclista non si è limitato a fare da testimonial. Ha ricordato il momento in cui, in piena carriera, dovette scendere dalla bici per un nodulo che non lasciava scampo. “E’ stata un’esperienza complessa”, ammette, rivelando come da quel giorno abbia sviluppato una “grande fiducia” nel lavoro degli oncologi, al punto da decidere di sposare questa battaglia quasi come fosse una tappa della sua rinascita. Colpisce il suo accenno alla crescita del ciclismo femminile, un richiamo alla necessità di abbattere anche gli stereotipi di genere legati al fumo: se un tempo la sigaretta era quasi un simbolo virile, oggi i numeri raccontano di una crescita preoccupante del vizio anche tra le donne e i giovanissimi. E mentre i velocisti si preparano a scattare sotto il via, il vero record da battere resta quello dei 93mila morti l’anno causati dal tabagismo in Italia, un avversario invisibile che non arretra mai, neanche sotto la pioggia.

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