Caldo, l’Oms lancia l’allarme: “Oltre 200 mila morti in Europa negli ultimi quattro anni”
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Redazione Interno
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Non si tratta più di un fenomeno meteorologico eccezionale, ma di una vera e propria emergenza sanitaria che richiede risposte strutturali e continuative. L’Organizzazione Mondiale della Sanità, attraverso la voce del suo direttore regionale per l’Europa, Hans Henri P. Kluge, ha lanciato un allarme destinato a fare discutere: negli ultimi quattro anni il caldo estremo ha causato oltre 200.000 decessi nel continente, con un incremento della mortalità correlata alle alte temperature che ha raggiunto il 30% negli ultimi vent’anni.
Il dato, che fotografa l’accelerazione di un fenomeno destinato a intensificarsi, arriva mentre l’Italia è alle prese con la terza ondata di calore dell’estate e le città italiane si preparano a fronteggiare un fine settimana di bollino rosso.
Un’emergenza sanitaria che non può più essere ignorata
La Regione europea dell’Oms, come sottolineato più volte dall’organizzazione, è quella che si sta riscaldando più rapidamente al mondo, con un ritmo circa doppio rispetto alla media globale. Un’accelerazione che ha conseguenze drammatiche sulla salute pubblica, in particolare sulle fasce più vulnerabili della popolazione.
Lo stress da calore, infatti, non rappresenta solo un disagio momentaneo, ma può aggravare patologie preesistenti come malattie cardiovascolari, diabete, asma e disturbi mentali, aumentando al contempo il rischio di incidenti e la trasmissione di alcune malattie infettive. Il colpo di calore, in particolare, è stato definito dall’agenzia delle Nazioni Unite “un’emergenza medica con un alto tasso di mortalità”.
L’impatto in Italia tra over 65 e grandi anziani
In Italia, il quadro delineato dalla Cabina di regia istituita presso il Ministero della Salute conferma la gravità della situazione. Tra il 25 maggio e il 30 giugno, il paese ha registrato un eccesso di mortalità del 3% tra gli over 65, con la maggior parte dei decessi concentrata nella fascia dei cosiddetti “grandi anziani”, ovvero le persone con più di 85 anni. Un dato che, sebbene definito “contenuto” dalle autorità sanitarie, evidenzia come le ondate di calore rappresentino un fattore di rischio concreto e sempre più frequente.
Il sistema di monitoraggio della mortalità attivo in 45 città italiane si è rivelato uno strumento prezioso per fornire ai decisori dati quasi in tempo reale, consentendo una risposta più tempestiva e mirata durante le emergenze legate alle alte temperature.
La risposta dell’Oms: linee guida e piani d’azione
Per far fronte a quella che è ormai riconosciuta come una minaccia strutturale per la salute pubblica, l’Oms Europa ha sviluppato una serie di strumenti e raccomandazioni, culminati nella pubblicazione della seconda edizione della Guida sui Piani d’Azione Caldo-Salute. Il documento, presentato a Berlino lo scorso giugno, fornisce un quadro di riferimento in otto punti per un’azione sistematica e basata su prove scientifiche, aiutando i paesi a preparare i propri sistemi sanitari prima che le temperature raggiungano i picchi massimi.
Le linee guida sottolineano la necessità di allertare tempestivamente le comunità, rendere le città più fresche, garantire l’accesso all’acqua e all’ombra e monitorare le persone più a rischio. Come ha dichiarato lo stesso Kluge, “i decessi causati dal caldo non sono inevitabili. Sappiamo come proteggere le persone”.
Le città da bollino rosso e il picco previsto
L’allarme dell’Oms arriva in un contesto di allerta diffusa in Italia, dove il numero di città da bollino rosso è destinato ad aumentare nei prossimi giorni. Nella giornata di giovedì 16 luglio, sono 15 i capoluoghi contrassegnati dal livello massimo di allerta per le ondate di calore: Bologna, Brescia, Cagliari, Campobasso, Firenze, Frosinone, Genova, Latina, Palermo, Perugia, Pescara, Rieti, Roma, Torino e Viterbo.
Il picco delle temperature, secondo le previsioni, verrà raggiunto sabato 18 luglio, quando ben 19 città italiane saranno contrassegnate dal bollino rosso. Da lunedì, tuttavia, è atteso un calo delle temperature grazie all’arrivo di nuove perturbazioni. Nel frattempo, il numero di pubblica utilità 1500 del Ministero della Salute è stato tempestato di chiamate, con oltre mille richieste di informazioni già ricevute, provenienti prevalentemente da over 65 delle regioni Lazio, Lombardia e Piemonte.




