Sciroppi per la tosse contaminati, l'Oms lancia l'allarme globale

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Redazione Esteri Redazione Esteri   -   Undici bambini, la cui età oscillava tra il primo e il sesto anno di vita, hanno perso la vita nello stato indiano del Madhya Pradesh dopo aver ingerito uno sciroppo per la tosse contaminato. Il medicinale, che avrebbe dovuto alleviare i sintomi del raffreddore, conteneva invece una percentuale prossima al cinquanta per cento di glicole dietilenico, un solvente industriale la cui tossicità provoca lesioni renali irreversibili e, nei casi più gravi, il decesso. Decine di altri minori, che hanno assunto lo stesso farmaco, versano tuttora in condizioni critiche a causa di danni acuti ai reni, in un quadro clinico che lascia poche speranze di un recupero completo.

L'analisi dei prodotti e l'allerta internazionale

A seguito di questi tragici eventi, l'Organizzazione Mondiale della Sanità ha diffuso un alert internazionale, richiamando l'attenzione su tre specifici medicinali liquidi orali – identificati con i nomi di Coldrif, Respifresh TR e ReLife – risultati contaminati dalla medesima sostanza. L'agenzia delle Nazioni Unite, che ha ricevuto la segnalazione ufficiale dalle autorità regolatorie indiane, ha sottolineato come il glicole dietilenico, del tutto inaccettabile in un preparato farmaceutico, rappresenti un pericolo grave e potenzialmente letale per la popolazione pediatrica. Se ne è disposto, pertanto, il ritiro immediato dal mercato e la sospensione della produzione, misure ritenute indispensabili per scongiurare ulteriori vittime.

Il profilo del contaminante e la sua pericolosità

Il glicole dietilenico, la sostanza rinvenuta in concentrazioni allarmanti all'interno degli sciroppi, è un composto organico utilizzato prevalentemente in processi industriali, come quello per la produzione di antigelo. La sua ingestione, anche in modiche quantità, innesca un avvelenamento sistemico che colpisce in modo particolare l'apparato escretore, portando a un'insufficienza renale acuta che spesso si rivela fatale. L'episodio, purtroppo, non costituisce un unicum nella cronaca sanitaria internazionale, ricordando per dinamiche ed esito altri casi analoghi verificatisi in passato, sempre legati a una scandalosa mancanza di controlli lungo la filiera produttiva dei farmaci.

Le indagini e il quadro normativo

Le autorità competenti hanno avviato approfondite indagini per accertare le responsabilità nella contaminazione, concentrandosi sulle fasi di approvvigionamento delle materie prime e di lavorazione. Sebbene le prime verifiche abbiano escluso che i lotti contaminati siano stati esportati al di fuori dei confini nazionali, l'allerta dell'Oms mantiene un carattere globale, con l'obiettivo di sensibilizzare i sistemi di vigilanza di tutti i paesi affinché impediscano l'ingresso di tali prodotti. L'evento ha riacceso il dibattito sull'efficacia dei meccanismi di controllo qualitativi nell'industria farmaceutica, sollevando interrogativi stringenti sulla necessità di standard più rigorosi.

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