Il giallo Aston Martin si dissolve in una smentita: Newey resta team principal, niente accordo con Wheatley

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Redazione Sport Redazione Sport   -   Le voci, come spesso accade nell’ecosistema della Formula 1 quando il cronometro della paura inizia a ticchettare più forte del cronometro dei tempi sul giro, si erano propagate in poche ore con la velocità di un incendio nella prateria digitale. Si parlava di un ribaltone imminente a Silverstone, di Adrian Newey pronto ad abbandonare la poltrona di team principal per rifugiarsi in una sorta di ritiro dorato dedicato esclusivamente alla vettura, lasciando spazio a un nome pesante come quello di Jonathan Wheatley. Il tutto, mentre la AMR26 continua a tradire le aspettative con quelle vibrazioni che, a dirla tutta, stanno trasformando il volante di Fernando Alonso e Lance Stroll in una sorta di prolungamento del mal di testa tecnico che affligge il progetto. Eppure, come spesso accade nei momenti di maggiore confusione mediatica, a fare chiarezza ci ha pensato una fonte ritenuta attendibile: Thomas Maher, che sulla sua bacheca X ha letteralmente smontato pezzo per pezzo il castello di indiscrezioni, definendo la ricostruzione priva di ogni fondamento.

La genesi di un’indiscrezione nata dai problemi di assetto e dal nervosismo interno

Tutto era partito, a quanto pare, da un contesto di tensione oggettiva. La scuderia britannica, reduce da un avvio di stagione che molti addetti ai lavori non hanno esitato a definire disastroso, si trova ad affrontare non solo le difficoltà di messa a punto di una vettura che rifiuta il compromesso con l’aderenza, ma anche le conseguenze di un riassetto gerarchico già avvenuto sul finire dello scorso anno. In questo clima, alcune fonti spagnole avevano alimentato la tesi secondo cui Lawrence Stroll, il patron, avrebbe già individuato in Jonathan Wheatley – attualmente in forza all’Audi – l’uomo giusto per subentrare a Newey nel ruolo di vertice operativo. L’idea, apparentemente suggestiva, prevedeva che il genio britannico potesse così liberarsi degli oneri dirigenziali per concentrarsi a tempo pieno sugli aspetti tecnici più delicati, in particolare quelli legati alla power unit Honda, che secondo alcune indiscrezioni parallele starebbe dando non pochi grattacapi al reparto corse.

La smentita di Maher e il ruolo di Newey, interim destinato a durare

La retromarcia rispetto a queste ricostruzioni è arrivata in maniera netta. Maher, attraverso il proprio profilo social, ha sostanzialmente bollato le voci come infondate, ribadendo che la posizione di Newey all’interno dell’organigramma non subirà modifiche nell’immediato. C’è poi un dettaglio non secondario, che forse nelle prime ricostruzioni era stato volutamente ignorato o sottovalutato: la carica di team principal, per come l’aveva ereditata il tecnico di Stratford-upon-Avon, era già stata definita internamente come una soluzione ad interim. Un ruolo, insomma, che portava con sé la consapevolezza di essere transitorio sin dall’inizio, frutto di quegli scossoni interni che avevano costretto il team a rivedere le proprie gerarchie dopo la scorsa stagione. Da qui a ipotizzare un’imminente sostituzione con Wheatley, però, il passo si è rivelato più lungo di quanto i primi rumor avessero lasciato intendere.

Le trattative con Wheatley e il nodo contrattuale ancora da sciogliere

Resta sullo sfondo, e va trattato con il beneficio del condizionale, il dossier Jonathan Wheatley. Che la scuderia di Silverstone abbia messo gli occhi sul manager attualmente all’Audi è circostanza che trova riscontri in più ambienti, ma non certo nella presunta rapidità dell’operazione. Secondo quanto emerso, sarebbe stato lo stesso Lawrence Stroll a proporre un contratto al manager britannico, il quale però – ed è questo il punto fermo in mezzo a tanta nebbia – non ha ancora apposto la propria firma. L’offerta c’è, la trattativa è in piedi, ma si tratta di una partita che appartiene al mercato dei grandi dirigenti, dove le mosse sono lente e raramente coincidono con i tempi frenetici delle voci estive. Newey, in questo quadro, non è stato esautorato né ha chiesto di esserlo; il suo ruolo di team principal, almeno per il momento, resta saldo, mentre la macchina organizzatrice attende di capire se e quando l’assetto dirigenziale subirà quella modifica che, a leggere le indiscrezioni, sembrava già cosa fatta.

Il caos mediatico di un giovedì che ha messo a nudo la fragilità comunicativa

Quella che si è consumata nelle ultime ore è stata una vera e propria burrasca comunicativa, capace di riassumere in poche ore le contraddizioni di un team che in pista fatica a trovare il bandolo della matassa tecnica e fuori dalla pista sembra talvolta in balìa di un’informazione che viaggia più veloce delle sue stesse reazioni. Il giovedì turbolento, come è stato definito da più parti, ha avuto il merito – involontario – di riportare l’attenzione su un punto cruciale: la gestione delle risorse umane in un team che ha investito pesantemente per crescere, ma che ora si trova a fare i conti con le aspettative di un progetto ambizioso. Newey, Wheatley, Stroll: tre nomi che in queste ore si sono intrecciati in un racconto che alla fine ha trovato una prima, chiara linea di demarcazione nella smentita di Maher. Resta il fatto che l’Aston Martin, tra il via vai di indiscrezioni e le difficoltà tecniche della monoposto, dovrà trovare un equilibrio stabile, perché nel frattempo il campionato procede e il tempo, si sa, non aspetta nessuno.

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