Borse europee in rosso con il petrolio a 107 dollari, settimana decisiva per le banche centrali
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Redazione Economia
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Le Borse europee hanno aperto la settimana in territorio negativo, con Piazza Affari maglia nera tra i principali listini del continente. A pesare sul sentiment degli investitori concorrono il nuovo strappo al rialzo delle materie prime energetiche, le tensioni geopolitiche in Medio Oriente e i dubbi che stanno emergendo sugli investimenti legati all'intelligenza artificiale. L'attenzione del mercato è rivolta soprattutto alle decisioni di politica monetaria in arrivo, con Fed, BoE e BoJ chiamate a misurarsi con un quadro inflazionistico che continua a mostrare segnali di rigidità.
Piazza Affari in testa ai ribassi
L'indice Stoxx 600 arretra dello 0,4%, mentre Milano accusa la flessione più marcata con un calo dell'1,3%. In rosso anche Parigi (-0,85%), Madrid (-0,86%) e Francoforte (-0,81%), mentre Londra si distingue in controtendenza con una discesa più contenuta. Il comparto tecnologico risulta il più penalizzato, con un arretramento del 4%. A Piazza Affari i riflettori sono puntati su Stmicroelectronics, che scivola del 6,3%, e su Prysmian, in calo del 6,2%.
In netta controtendenza Campari, che mette a segno un rialzo del 5,4% sostenuta dalle valutazioni positive degli analisti.
Petrolio e gas continuano a correre
Il Brent viene scambiato a 107,47 dollari al barile con un progresso del 2,7%, mentre il Wti sale del 2,9% a 102,92 dollari. Il gas naturale in Europa non è da meno e guadagna il 5,3% sulla piazza di Amsterdam, portandosi a 83,77 euro al megawattora. A sostenere le quotazioni delle materie prime energetiche contribuiscono le tensioni in Medio Oriente e le minacce alle infrastrutture per l'approvvigionamento. Il comparto energia a Piazza Affari chiude in territorio positivo con un progresso dello 0,9%, sostenuto dall'impennata del greggio.
Il quadro valutario e obbligazionario
Sul fronte valutario l'euro cede terreno rispetto al dollaro, con il cambio che si attesta a 1,1543. Lo spread tra Btp e Bund sale a 88 punti base, con il rendimento del decennale italiano al 4,40% e quello del Bund tedesco al 3,52%. L'oro è in flessione: il metallo prezioso con consegna immediata viene scambiato a 4.285 dollari l'oncia, in calo dell'1,2%.
L'attesa per la Fed e le altre banche centrali
L'evento principale della settimana è la riunione del FOMC in programma mercoledì, con gli analisti che considerano questo meeting una "close call" in cui non si può escludere un rialzo di 25 punti base. Secondo le analisi di MPS Capital Services, la spinta decisiva verso un incremento del costo del denaro è arrivata dai recenti dati sull'inflazione statunitense, dove la componente core ha registrato un incremento mensile dello 0,3%, superando le stime del consenso ferme allo 0,2%.
Oltre alla decisione contingente sui tassi, la massima attenzione del mercato sarà rivolta alla pubblicazione del cosiddetto dot plot, il grafico che raccoglie le proiezioni individuali dei membri del FOMC sul sentiero futuro della politica monetaria.
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