Borse europee in rosso, il petrolio sale e i rendimenti dei bond toccano nuovi massimi
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Redazione Economia
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Le principali Borse europee avviano la seduta in territorio negativo, risentendo del clima di tensione che si è nuovamente acceso tra Stati Uniti e Iran attorno allo Stretto di Hormuz. Un contesto geopolitico che, già provato dalla prosecuzione del conflitto in Ucraina, trova ulteriori elementi di preoccupazione nell'impennata del prezzo del petrolio e nel contestuale rialzo dei rendimenti dei titoli di Stato, fattori che stanno mettendo sotto pressione gli asset più rischiosi e alimentando i timori per una possibile recrudescenza inflazionistica.
Parigi, Francoforte e Londra cedono terreno
L'andamento delle principali piazze finanziarie del Vecchio Continente riflette un sentiment diffuso di cautela, se non di aperto pessimismo, con gli investitori che guardano con crescente apprensione all'evoluzione del quadro internazionale. Parigi, con il suo Cac 40, arretra dello 0,11% attestandosi a 8.292 punti, mentre Francoforte accusa una flessione più marcata, con il Dax in calo dello 0,32% a 25.886 punti. Appena sotto la parità anche Londra, dove il Ftse 100 segna un marginale -0,04% a 10.784 punti, in una seduta che si preannuncia all'insegna della debolezza per l'intero comparto azionario europeo.
Piazza Affari debole, Stellantis in calo e Amplifon in controtendenza
Anche Piazza Affari si allinea al trend negativo delle altre Borse, viaggiando su livelli deboli e confermando la sua correlazione con gli umori del mercato continentale. L'indice Ftse Mib, poco dopo l'avvio delle contrattazioni, cede lo 0,5% portandosi a 51.654 punti, dopo aver oscillato tra un minimo di 51.597 e un massimo di 52.072 punti, mentre il paniere più ampio dell'All Share registra un calo dello 0,54%.
Tra i titoli più penalizzati del listino milanese spicca Stellantis, che accusa una flessione dell'1,65% in un contesto di vendite diffuse sui titoli del comparto automotive, mentre si muove in controtendenza Amplifon, che mette a segno un rialzo consistente attestandosi tra i migliori della sessione.
Petrolio in assestamento ma resta sopra i 90 dollari, il gas continua la sua corsa
Sul fronte delle materie prime energetiche, il petrolio mostra un leggero ridimensionamento dopo i forti rialzi dei giorni scorsi, ma i prezzi restano su livelli storicamente elevati che continuano a pesare sulle aspettative di crescita e sull'andamento dei listini.
Il Wti, il greggio di riferimento statunitense, pur in marginale calo si mantiene saldamente sopra la soglia dei 90 dollari al barile, mentre il Brent, il benchmark per l'Europa, viaggia poco al di sotto dei 95 dollari al barile, un livello che non si vedeva da settimane e che riflette le preoccupazioni per i rischi di approvvigionamento in Medio Oriente.
Il gas naturale, scambiato sul mercato di Amsterdam attraverso contratti future, prosegue invece la sua inarrestabile ascesa, con i prezzi che salgono dell'1,75% a 73,5 euro al megawattora, alimentando ulteriormente i timori di un ritorno dell'inflazione.
Rendimenti dei titoli di Stato in rialzo, lo spread Btp-Bund si allarga
Il contesto di incertezza e l'aumento dei prezzi dell'energia si riflettono in modo diretto sui mercati obbligazionari, dove prosegue la corsa al rialzo dei rendimenti dei titoli di Stato, un movimento che sta assumendo i contorni di un vero e proprio sell-off globale. Il decennale italiano, il Btp, ha raggiunto un rendimento del 4,21%, un livello che non si toccava dalla fine del 2023, mentre il Bund tedesco di pari scadenza, considerato il titolo più sicuro dell'area euro, offre un rendimento del 3,37%.
Il differenziale tra i due, lo spread Btp-Bund, si è allargato a 84 punti base, segnalando un aumento del premio al rischio richiesto dal mercato per detenere il debito italiano.
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