Sardegna, il tribunale respinge il ricorso di Todde: confermata la decadenza
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Redazione Interno
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Il tribunale ordinario di Cagliari, prima sezione civile, ha respinto il ricorso presentato dalla presidente della Regione Sardegna, Alessandra Todde, contro l’ordinanza-ingiunzione che ne decretava la decadenza. A presiedere il collegio giudicante, composto da magistrati che hanno esaminato la questione senza lasciare margini a interpretazioni, era il giudice Gaetano Savona. La decisione, emessa dopo un’attenta valutazione delle spese elettorali sostenute da Todde durante la campagna per le regionali del febbraio 2024, conferma le irregolarità già rilevate dal Collegio regionale di garanzia elettorale presso la Corte d’appello.
L’ordinanza, emanata lo scorso 3 gennaio, aveva sollevato dubbi sulla legittimità dei conti presentati dalla governatrice, sostenendo che fossero stati superati i limiti di spesa previsti dalla legge 515 del 1993. Nonostante le argomentazioni della difesa e lo stesso parere favorevole della Procura, che avevano definito «inesistenti» i motivi della decadenza, i giudici hanno ritenuto insussistenti le ragioni addotte per annullare la disposizione.
Le reazioni delle opposizioni, come era prevedibile, sono state immediate e nette. Michele Ennas, segretario regionale della Lega, ha parlato di un «fallimento totale del centrosinistra», esortando Todde a dimettersi «per palese incompetenza e mancato rispetto delle regole». Anche Paolo Truzzu, capogruppo di Fratelli d’Italia, ha sottolineato che la sentenza «pone fine a ogni dubbio giuridico», chiedendo che si ponga termine a quella che ha definito «un’agonia politica».
Dal palazzo del Consiglio regionale, intanto, non sono arrivate dichiarazioni ufficiali da parte della maggioranza, mentre il centrodestra continua a premere per nuove elezioni. «Ora si restituisca la parola agli elettori», ha aggiunto Truzzu, ribadendo una posizione che, dopo questa sentenza, potrebbe trovare nuovi sostenitori anche al di fuori dello schieramento avversario.




