Iveco, Fiom: "Vendita inaccettabile, governo garantisca presenza pubblica"

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Redazione Economia Redazione Economia   -   La cessione di Iveco a Tata Motors, annunciata da Exorholding controllata dalla famiglia Agnelli-Elkann – per 3,8 miliardi, continua a sollevare proteste da parte dei sindacati, che chiedono interventi per mantenere il controllo pubblico su un asset strategico dell’industria italiana. "La decisione di cedere gli asset di Iveco è per noi inaccettabile", ha dichiarato Michele De Palma, segretario generale della Fiom-Cgil, al termine del tavolo di confronto convocato al ministero delle Imprese e del Made in Italy. "Crediamo che il brand debba rimanere italiano, perché la sua forza risiede nei lavoratori, nella ricerca e nello sviluppo produttivo".

La preoccupazione, in particolare, riguarda il futuro degli stabilimenti, tra cui quello di Foggia, dove la prospettiva di un passaggio di proprietà ha generato incertezza. Pasquale Capocasale, segretario della Fismic, ha sottolineato come l’acquisizione da parte del colosso indiano rappresenti un elemento di forte apprensione per i dipendenti. "Che fine farà lo stabilimento fra due anni?", è la domanda che circola tra gli operai, mentre i vertici aziendali assicurano che Iveco e Tata Motors sono gruppi complementari, senza sovrapposizioni.

Olof Persson, amministratore delegato di Iveco, durante la presentazione dei risultati semestrali – segnati da un calo del 6% dei ricavi rispetto al 2024 – ha ribadito che l’operazione garantirà maggiori capacità di investimento. Ma le garanzie non sembrano bastare ai sindacati, che chiedono un ruolo più incisivo del governo. Il ministro Urso ha definito il tavolo al Mimit un momento di "confronto necessario", ribadendo la volontà di tutelare un settore chiave per l’economia nazionale.

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