Wsj, Carney punta a fare del Canada “membro associato Ue” dopo rottura con Trump

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Redazione Esteri Redazione Esteri   -   Il primo ministro canadese Mark Carney sta esplorando la possibilità di ottenere per Ottawa uno status di “membro associato” dell’Unione europea. Secondo un’esclusiva del Wall Street Journal, la mossa arriva sullo sfondo del deterioramento dei rapporti con gli Stati Uniti e delle tensioni commerciali legate ai dazi imposti dall’amministrazione Trump. Non si tratterebbe di un’adesione piena, ma di una formula che, nelle intenzioni del premier, rivoluzionerebbe i legami economici dell’alleanza occidentale del Paese.

Un progetto coltivato per mesi

Per mesi Carney ha intrattenuto conversazioni private con quasi tutti i leader europei, dalla Francia all’Italia, alla Germania, alla Scandinavia, su come integrare più in profondità il Canada e i suoi 41 milioni di abitanti nel club dei 27 Paesi dell’Ue. Il premier ha incaricato il suo inviato speciale per l’Europa, John Hannaford, di valutare le possibilità più ambiziose al di fuori della piena adesione all’Ue o al suo mercato comune.

I dettagli sono ancora in fase di definizione da parte di gruppi di lavoro tecnici per quella che l’ex governatore della Banca d’Inghilterra ha descritto ai suoi collaboratori come la riorganizzazione di un’economia e di una società dominate dagli Stati Uniti per mezzo secolo.

L’apertura di Bruxelles e i paletti giuridici

Secondo funzionari di entrambe le parti, l’Ue – nota per non essere flessibile nell’applicazione delle regole di adesione – si è mostrata aperta all’idea di uno status speciale per il Canada. La formula del “membro associato” non esiste nei trattati comunitari: il cancelliere tedesco Friedrich Merz l’aveva delineata all’inizio dell’anno pensando all’Ucraina, prevedendo un approfondimento dei legami senza un’adesione piena.

Nel caso canadese, però, restano gli ostacoli giuridici: la Commissione europea ha ricordato che il Canada non può qualificarsi come Stato “europeo” ai sensi dell’articolo 49 del Trattato sull’Unione europea, e non ci sono piani per revisionare i Trattati.

Cosa prevederebbe l’accordo

Il risultato di mesi di trattative è che i funzionari europei e canadesi stanno valutando come il Canada possa integrarsi in modo informale nel mercato unico europeo, che vale 21.000 miliardi di dollari, in settori strategici quali energia, intelligenza artificiale, minerali critici necessari per batterie o semiconduttori e difesa. In concreto, merci, servizi e lavoratori canadesi di questi settori potrebbero un giorno circolare senza ostacoli tra l’Europa e il Canada.

Le parti discutono la posa di cavi sottomarini per collegare le due sponde e la costruzione congiunta di data center, sistemi di archiviazione cloud e nuove reti satellitari al di fuori del controllo dei giganti tecnologici statunitensi. Carney sta spingendo anche per realizzare gasdotti che permettano al Canada di reindirizzare il gas dagli Usa verso gli alleati europei, ancora impegnati a sostituire le forniture energetiche russe.

Il quadro commerciale già esistente

Canada e Unione europea dispongono già del CETA, l’accordo commerciale entrato in applicazione provvisoria nel 2017. Il Canada è inoltre diventato il primo Paese non europeo a partecipare all’iniziativa europea SAFE per gli acquisti nel settore della sicurezza. Carney è atteso al Parlamento europeo giovedì 17 settembre e, il giorno precedente, presenzierà al discorso sullo Stato dell’Unione della presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen.

La presidente del Parlamento europeo, Roberta Metsola, ha dichiarato che la visita rappresenterà “un’opportunità per approfondire i legami tra Ue e Canada e rafforzare il nostro rapporto”. Un vertice Ue-Canada è previsto per il 29 e 30 ottobre a Montréal, con l’obiettivo di avvicinare le due sponde su commercio, catene di approvvigionamento, materie prime critiche, petrolio e gas, difesa, spazio e ricerca scientifica.

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