Disastro aereo in Corea del Sud, perquisiti gli uffici della Jeju Air
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Redazione Esteri
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Il 29 dicembre, un Boeing 737-800 della compagnia low cost Jeju Air, proveniente da Bangkok, si è schiantato al termine della pista di atterraggio dell'aeroporto internazionale di Muan, nella parte meridionale della Corea del Sud. L'incidente, che ha causato la morte di 179 persone, rappresenta la tragedia aerea più grave mai avvenuta su suolo sudcoreano. Il volo trasportava 181 persone, tra cui due assistenti di volo che sono stati estratti vivi dai rottami in fiamme.
In seguito al disastro, la polizia sudcoreana ha avviato un'indagine approfondita per chiarire le cause dell'incidente. Il 2 gennaio, le forze dell'ordine hanno fatto irruzione negli uffici della Jeju Air a Seul, nell'aeroporto di Muan e in un dislocamento regionale della compagnia aerea a Busan. L'operazione di perquisizione e sequestro, iniziata alle 9 del mattino, ha coinvolto tre località principali, con l'obiettivo di raccogliere prove e documenti utili all'inchiesta.
Secondo le prime ricostruzioni, il Boeing 737-800 aveva lanciato una chiamata di soccorso poco prima dell'atterraggio, segnalando problemi tecnici. L'aereo è atterrato di pancia, senza il carrello, e si è schiantato contro una barriera, provocando un incendio che ha avvolto gran parte del velivolo. Le autorità stanno esaminando le registrazioni delle comunicazioni tra l'equipaggio e la torre di controllo, nonché i dati dei registratori di volo, per determinare le cause esatte dell'incidente.
La compagnia aerea Jeju Air, fondata nel 2005, è una delle principali low cost della Corea del Sud e opera voli nazionali e internazionali. L'incidente ha sollevato preoccupazioni sulla sicurezza dei voli e ha portato a un aumento delle ispezioni e dei controlli sui velivoli della compagnia.




