Garlasco, perquisiti gli uffici del pm di Milano Paolo Mazza
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Redazione Interno
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La guardia di finanza di Brescia, agendo su delega del procuratore Francesco Prete e della pm Claudia Moregola – la quale ha personalmente supervisionato le operazioni – ha condotto una perquisizione negli uffici del pm Pietro Paolo Mazza, attualmente in servizio a Milano. Questo provvedimento, che si inserisce in un’indagine avviata nel 2024 dalla procura bresciana, mira ad acquisire la documentazione in possesso del magistrato, la cui attività precedente, svoltasi a Pavia sotto la guida di Mario Venditti, è ora al centro di accertamenti giudiziari. L’iniziativa investigativa, che procede con il coordinamento dei vertici dell’ufficio, non rappresenta un episodio isolato ma si collega a un più ampio filone d’inchiesta sulla gestione della procura pavese in quegli anni, i cui contorni operativi e amministrativi vengono esaminati con scrupolo.
Le accuse a carico del pm Mazza
Pietro Paolo Mazza risulta ufficialmente indagato, con le accuse di corruzione in atti giudiziari e peculato, per il suo ruolo nella cosiddetta “mala gestione delle spese della Procura di Pavia”. Le indagini, che hanno portato alla perquisizione non solo degli uffici ma anche dell’abitazione del magistrato, si concentrano su una presunta rete di scambi illeciti, la quale avrebbe coinvolto, secondo gli investigatori, rappresentanti delle forze dell’ordine e imprenditori locali. Si sospetta, in particolare, uno scambio di favori con una società di intercettazioni, la stessa che venne impiegata – è bene ricordarlo – anche durante le delicate indagini sul delitto di Chiara Poggi, il cui caso, noto come il “delitto di Garlasco”, rimane una ferita aperta nella cronaca giudiziaria nazionale.
Il contesto dell’inchiesta “Clean 2” e la posizione di Venditti
Il magistrato in pensione Mario Venditti, già procuratore a capo dell’ufficio di Pavia, si trova a dover affrontare un nuovo e serio guaio giudiziario, essendo stato iscritto nel registro degli indagati in uno dei filoni dell’inchiesta “Clean 2”. A questa accusa, che riguarda presunti traffici illeciti, se ne aggiunge un’altra, più specifica, di corruzione in atti giudiziari: a Venditti, infatti, viene imputato di aver favorito l’archiviazione, disposta nel 2017, della posizione di Andrea Sempio, divenuto in seguito un nuovo indagato per l’omicidio di Garlasco. L’archiviazione di Sempio, un passaggio giudiziario su cui gli investigatori stanno ora focalizzando la loro attenzione, costituisce il nucleo di una vicenda che lega indissolubilmente le sorti di Venditti a quelle del suo ex collaboratore, Paolo Mazza.
L’intreccio con il caso Garlasco
Sebbene le perquisizioni negli uffici di Mazza abbiano una motivazione amministrativa e contabile legata alla gestione delle risorse, la loro rilevanza viene amplificata dalla connessione, seppur indiretta, con il delitto di Garlasco. L’attenzione degli inquirenti, in questo frangente, non è rivolta alla dinamica dell’omicidio in sé, bensì ai procedimenti e alle relazioni professionali che ne hanno caratterizzato le indagini preliminari. L’acquisizione della documentazione di Mazza, che all’epoca operava a Pavia, potrebbe potenzialmente far luce sulle modalità con cui venne gestito il fascicolo relativo ad Andrea Sempio, la cui archiviazione è oggi oggetto di un serrato riesame da parte della magistratura.




