Garlasco, le auto dei pm e l'inchiesta che scuote la procura
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Redazione Interno
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Un’anomala gestione dei noleggi di autovetture di lusso, come Audi Q5 e Mercedes, concesse a costi irrisori ai magistrati, solleva interrogativi sulle procedure interne. Questi veicoli, stando a quanto emerge dagli atti, venivano affittati anche per indagini che non richiedevano specifiche attività operative all'esterno, quali appostamenti o pedinamenti, un dettaglio che accentua le perplessità. La gran parte di queste indagini, si legge nel provvedimento dei pm di Brescia, risultava assegnata ai magistrati Mario Venditti e Paolo Mazza, i quali, secondo le ricostruzioni, avrebbero beneficiato di tali condizioni vantaggiose. Inoltre, un ex dipendente della società fornitrice, la Cr Service dei D’Arena, ha riferito che i rapporti con i magistrati non si sarebbero interrotti neppure dopo l’esplosione dell’inchiesta Clean2, poiché gli indagati avrebbero continuato ad avvalersi dei servizi di manutenzione per le autovetture, sia quelle personali che quelle in uso ai familiari.
La richiesta del legale di Venditti
Sullo sfondo di queste indagini, si inserisce la mossa dell’avvocato Domenico Aiello, difensore di Mario Venditti, il quale ha convocato i giornalisti per esternare le sue tesi. Il legale, parlando a ruota libera, ha toccato diversi punti delicati, non solo riguardanti il suo assistito, finito al centro di una doppia inchiesta della procura di Brescia, ma anche le nuove indagini sull’omicidio di Chiara Poggi. A suo dire, l’intero fascicolo relativo al delitto di Garlasco, ivi incardinato per competenza territoriale, dovrebbe essere trasferito agli inquirenti bresciani, una richiesta che aggiunge un ulteriore strato di complessità a una vicenda già intricata.
Il fascicolo di Garlasco al centro del dibattito
La richiesta di spostare l’inchiesta non proviene dalla difesa di Andrea Sempio, l’uomo da tempo al centro delle indagini per l’omicidio Poggi, bensì dal legale di Venditti. Aiello, citando l’articolo 11 del codice di procedura penale, sostiene che la competenza per i procedimenti che coinvolgono magistrati spetti ormai a Brescia. "Una volta che un'attività di indagine compiuta nel procedimento pavese contro Andrea Sempio ha determinato una notizia criminis nei confronti di un magistrato, l'attività di trasmissione ha effetto di trascinare le indagini", ha argomentato, indicando come tutto, compreso l’eventuale incidente probatorio, dovrebbe dunque confluire nella procura guidata da Francesco Prete.
Le implicazioni procedurali
La questione sollevata dall’avvocato Aiello tocca il cuore delle norme sulla competenza, poiché, secondo la sua lettura, il sorgere di un’indagine su un magistrato in un procedimento già in corso determinerebbe uno spostamento generale della titolarità delle indagini. Questo meccanismo, tecnicamente definito come effetto di trascinamento, viene invocato per giustificare il passaggio dell’intero fascicolo, compresa la nuova linea investigativa su Sempio, dalla procura di Pavia a quella di Brescia. Una dinamica che, se accolta, segnerebbe un cambio di scenario significativo in un processo mediatico e giudiziario di lunga durata.




