L'avvocato di Venditti: "L'indagine su Sempio per il delitto di Garlasco sia trasferita a Brescia"

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Redazione Interno Redazione Interno   -   L’avvocato Domenico Aiello, che difende l’ex procuratore di Pavia Mario Venditti, ha formalmente richiesto che le indagini su Andrea Sempio, coinvolto nella vicenda dell’omicidio di Chiara Poggi a Garlasco, vengano spostate dalla procura di Pavia a quella di Brescia. La sua istanza, che si inserisce in un intricato procedimento giudiziario, muove dalla recente iscrizione nel registro degli indagati del suo assistito, accusato dalla procura bresciana del reato di corruzione in atti giudiziari; un’accusa che affonda le radici nella prima archiviazione, disposta anni addietro, a carico dello storico amico del fratello della vittima.

Il nodo della competenza territoriale

Il legale, nel sollevare la questione di legittimità, fa espresso riferimento all’articolo 11 del codice di procedura penale, il quale stabilisce le norme sulla competenza per i procedimenti che coinvolgono magistrati. Secondo la tesi sostenuta da Aiello, l’acquisizione di una notizia criminis relativa a un pubblico ministero, emersa nel corso delle indagini pavesi sul caso Sempio, avrebbe innescato un meccanismo giuridico preciso. "Una volta che un’attività di indagine compiuta nel procedimento pavese contro Andrea Sempio", ha spiegato l’avvocato, "ha determinato l’acquisizione di una notizia di reato su un magistrato, l’attività di trasmissione degli atti a Brescia produce l’effetto di trascinare con sé tutte le indagini connesse".

L'effetto "trascinamento" delle indagini

Questo principio, noto come "effetto di trascinamento", rappresenterebbe dunque il perno giuridico della richiesta. La logica è stringente: se gli atti che hanno portato all’indagine su Venditti per corruzione sono stati trasmessi alla procura guidata da Francesco Prete, in quanto unica competente per i reati ipotizzati a carico di un magistrato, allora anche il nucleo originario delle indagini da cui quei fatti sono scaturiti dovrebbe seguire la stessa sorte. Ne conseguirebbe, pertanto, un trasferimento generalizzato degli atti, che comprenderebbe persino l’incidente probatorio, consolidando l’intero fascicolo sotto un’unica giurisdizione.

Le implicazioni per il caso Poggi

La richiesta dell’avvocato Aiello, se accolta, segnerebbe una svolta significativa nelle intricate indagini sulla morte di Chiara Poggi, spostando il baricentro delle attività da Pavia a Brescia in una fase delicatissima. Tale passaggio, del tutto procedurale, non pregiudica ovviamente le posizioni delle persone coinvolte, ma ridisegnerebbe l’assetto dell’inchiesta, affidando alla procura bresciana un compito d’indagine ancor più ampio e complesso, che ora abbraccerebbe sia i profili legati alla condotta del magistrato sia quelli attinenti alla dinamica del fatto di sangue.

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