Garlasco, perquisiti gli uffici del pm di Milano Paolo Mazza nell’inchiesta su Venditti
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Redazione Interno
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La guardia di finanza di Brescia, in queste ore, ha eseguito una perquisizione negli uffici del pubblico ministero Pietro Paolo Mazza, magistrato di Milano, su delega della procura bresciana guidata da Francesco Prete. L’attività investigativa, alla quale ha presenziato anche la pm Claudia Moregola, è finalizzata ad acquisire la documentazione in possesso di Mazza, il quale risulta ufficialmente indagato, assieme all’ex procuratore di Pavia Mario Venditti, per corruzione e peculato. Le accuse, che si intrecciano con la cosiddetta “mala gestione delle spese” dell’ufficio giudiziario pavese, affondano le proprie radici nel periodo in cui Mazza operava a Pavia, all’epoca in cui la procura era diretta proprio da Venditti, ora in pensione ma nuovamente nel mirino degli investigatori.
Il doppio filone d’indagine sull’ex procuratore Venditti
Mario Venditti, che già affronta un’accusa di corruzione in atti giudiziari per aver favorito l’archiviazione, nel 2017, della posizione di Andrea Sempio – divenuto nuovamente indagato per l’omicidio di Garlasco –, si trova ora a dover rispondere anche di un ulteriore capo d’imputazione. La procura di Brescia, infatti, lo ha iscritto nel registro degli indagati in uno dei filoni dell’inchiesta “Clean 2”, la quale ha portato alla luce una presunta rete di scambi illeciti tra esponenti delle forze dell’ordine e imprenditori operanti nell’hinterland pavese. Questo secondo profilo, distinto dal caso Sempio ma ugualmente gravido di conseguenze, contribuisce a delineare un quadro di irregolarità che, secondo gli inquirenti, caratterizzerebbe un recente passato della procura di Pavia.
Le accuse di corruzione e il presunto scambio di favori
Al centro delle investigazioni vi è il sospetto di un corrotto scambio di favori, che avrebbe coinvolto, tra gli altri, una società di intercettazioni impiegata persino nelle indagini sul delitto di Chiara Poggi. La posizione di Paolo Mazza, che oggi lavora a Milano ma fino a un anno fa condivideva gli stessi uffici con Venditti, è esaminata con particolare attenzione proprio in relazione a queste dinamiche, nelle quali il confine tra l’esercizio delle funzioni pubbliche e il vantaggio privato sarebbe stato, secondo l’accusa, oltrepassato. L’inchiesta, avviata nel 2024, si propone di fare piena luce su una vicenda che unisce il peculato alla corruzione, in un intreccio che tocca persino un caso di cronaca nera di così vasta risonanza.
L’attività della procura di Brescia e i precedenti giudiziari
L’udienza del Riesame per l’ex pm Venditti rappresenta soltanto uno dei prossimi passi in un iter giudiziario che si annuncia complesso, mentre le perquisizioni disposte oggi costituiscono un tassello significativo per la ricostruzione dei fatti. La procura di Brescia, che ha assunto la guida delle indagini per garantire la massima imparzialità, prosegue dunque nel suo lavoro di acquisizione di elementi probatori, analizzando la documentazione sequestrata negli uffici di Mazza. L’obiettivo è accertare la fondatezza delle ipotesi di reato, che legano le sorti di due magistrati a una gestione degli affari pubblici lontana dai dettami della legge.




