Garlasco, accertamenti bancari sul gip Lambertucci e l'ombra del "Sistema Pavia"
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Redazione Interno
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La procura di Brescia, in un'operazione che solleva interrogativi sulla tenuta di alcuni presidi istituzionali, ha disposto accertamenti bancari sui conti correnti del giudice per le indagini preliminari Fabio Lambertucci, il quale, nel 2017, siglò l'archiviazione dell'indagine a carico di Andrea Sempio per l'omicidio di Chiara Poggi. La richiesta di archiviazione, all'epoca, fu avanzata dal procuratore Mario Venditti, figura oggi centrale in un diverso e più ampio filone d'inchiesta che lo vede indagato, insieme al pm Pietro Paolo Mazza, per corruzione in atti giudiziari e peculato. L'ipotesi investigativa, che lega indissolubilmente i due procedimenti, è che Venditti avrebbe potuto ricevere del denaro dalla famiglia Sempio proprio in cambio di quella archiviazione, un atto su cui Lambertucci, chiamato a esercitare il suo controllo, si è pronunciato favorevolmente.
Il peculato e le auto di lusso
Il contesto in cui si inserisce questa nuova mossa degli investigatori bresciani è quello dell'inchiesta battezzata "Sistema Pavia", la quale, andando ben oltre il singolo caso giudiziario, punta a far luce su una presunta rete di spese irregolari e scambi di favori all'interno dell'ufficio giudiziario pavese. A Venditti e a Mazza, quest'ultimo attualmente pm a Milano dopo l'esperienza a Pavia, la procura contesta un peculato di entità rilevante, quantificato in almeno 750mila euro. Secondo le ricostruzioni, che i magistrati stanno ancora verificando, una parte cospicua di queste risorse pubbliche sarebbe stata impiegata per l'acquisto di una decina di autovetture di grossa cilindrata, giustificate con motivazioni di servizio che, tuttavia, nasconderebbero un utilizzo di ben diversa natura.
L'intreccio con il delitto di Garlasco
È proprio qui che i filoni d'indagine si saldano, creando un intricato reticolo di connessioni che riporta costantemente l'attenzione sul tragico episodio di Garlasco. L'archiviazione di Sempio, disposta da Lambertucci su sollecitazione di Venditti, rappresenta il punto di contatto più evidente e delicato, poiché la nuova indagine per corruzione ipotizza che quella decisione non sia stata affatto libera, ma frutto di un accordo illecito. Una circostanza che, se confermata, getterebbe un'ombra pesantissima non solo sulle persone coinvolte, ma sull'intero iter processuale che aveva portato alla chiusura delle indagini verso il principale sospettato, il quale, non a caso, è stato successivamente iscritto nuovamente nel registro degli indagati per l'omicidio della Poggi.
Le prospettive dell'inchiesta
Gli accertamenti bancari sul gip Lambertucci costituiscono pertanto un tassello cruciale per comprendere la portata di un sistema di relazioni che, secondo l'accusa, avrebbe condizionato l'amministrazione della giustizia. L'obiettivo degli investigatori è quello di ricostruire con precisione i movimenti finanziari, cercando di tracciare l'eventuale passaggio di denaro che avrebbe corrotto gli atti di un procedimento così delicato. Mentre l'inchiesta sul "Sistema Pavia" prosegue nel suo esame delle spese e degli stili di vita, il caso Garlasco torna al centro della scena, non più solo come una ferita aperta per una famiglia, ma come il potenziale epicentro di una vicenda giudiziaria dai risvolti istituzionali inediti.




