Garlasco e 'sistema Pavia', per Venditti e pm Mazza udienza su sequestro telefoni e pc

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Al via l'udienza davanti al Tribunale del Riesame di Brescia per l'ex procuratore aggiunto di Pavia Mario Venditti, presente in aula, e il pm Pietro Paolo Mazza, oggi in forza alla Procura di Milano, indagati per peculato e corruzione in un filone dell'inchiesta 'Clean'. Di recente, entrambi i magistrati sono stati sottoposti a perquisizione e sequestro dei loro dispositivi elettronici, e è proprio sulla legittimità di quest’ultimo atto che i difensori hanno presentato ricorso, chiedendone l’annullamento e il conseguente dissequestro. La posta in gioco è particolarmente alta, considerando che i device contengono il materiale al centro di indagini parallele, come quella per corruzione in atti giudiziari che vede coinvolto Venditti nel caso Garlasco.

Il congelamento delle analisi

Nel frattempo, un’altra mossa della difesa ha di fatto congelato l’analisi dei telefonini di Venditti, che doveva avere inizio proprio in queste ore. A bloccare temporaneamente la copia dei contenuti dei cellulari – i quali, secondo le accuse, potrebbero custodire la traccia di un presunto pagamento, da parte di Giuseppe Sempio, di una cifra compresa tra i ventimila e i trentamila euro – è stato l’avvocato difensore Domenico Aiello. Questi ha formalmente comunicato alla Procura generale di Brescia l’intenzione di richiedere una perizia davanti a un giudice terzo, facendo ricorso allo strumento dell’incidente probatorio, una procedura che mira a garantire la massima trasparenza e imparzialità in operazioni tanto delicate.

La strategia difensiva e i capi d'imputazione

La strategia processuale appare dunque duplice: da un lato si tenta di ottenere la restituzione dei dispositivi attraverso il Riesame, dall’altro si cerca di blindare le successive fasi istruttorie. Le indagini che gravano sui due magistrati, peraltro, si intrecciano in un quadro giudiziario complesso, che unisce il cosiddetto ‘sistema Pavia’ – con le sue ipotesi di illeciti interni all’ufficio – al più noto caso di cronaca nera di Garlasco. Se Mazza deve rispondere di peculato e corruzione nel filone ‘Clean 3’, a Venditti, oltre a queste stesse accuse, viene contestato anche il reato di corruzione in atti giudiziari, il quale, com’è noto, rappresenta uno dei profili più severi nel panorama del diritto penale.

Il contesto processuale e le prossime mosse

Mentre il titolare della società Esitel, coinvolta nelle indagini, ha rinunciato a presentare un proprio ricorso, l’aula bresciana è diventata il teatro di uno scontro tecnico ma di fondamentale importanza. Gli avvocati, infatti, non stanno discutendo il merito delle accuse, bensì la validità formale degli atti compiuti dalla Guardia di Finanza, che ha eseguito i sequestri. La decisione del Collegio giudicante, attesa con forte apprensione dagli ambienti legali, determinerà se quel materiale, considerato da molti la chiave di volta per accertare la verità, potrà essere analizzato o se, al contrario, dovrà essere restituito ai suoi proprietari, con ripercussioni inevitabili sul prosieguo di tutte le inchieste collegate.

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