L'avvocato De Rensis rilancia sul caso Garlasco e provoca l'ex procuratore Venditti

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Redazione Cultura e Spettacolo Redazione Cultura e Spettacolo   -   Antonio De Rensis, il legale che difende Alberto Stasi, condannato per l'omicidio di Chiara Poggi a Garlasco, è tornato a sollevare polemiche con dichiarazioni che mescolano l'ironia a pesanti accuse verso chi condusse le prime indagini. Durante una partecipazione televisiva, De Rensis ha infatti rievocato, non senza una certa sarcasmo, le parole con cui l'allora procuratore aggiunto Mario Venditti avrebbe motivato l'esclusione di Andrea Sempio dai sospetti. "Chi ha svolto le indagini aveva capito in 21 secondi che Sempio non c’entrava nulla", ha affermato l'avvocato, sottolineando come fosse stato lo stesso magistrato a dichiarare: “In 21 secondi capii che Sempio era innocente”. Una rapidità di giudizio che, nel contesto di un'indagine così complessa, viene ora presentata come un elemento su cui riflettere, soprattutto alla luce delle recenti evoluzioni giudiziarie che vedono lo stesso Venditti sotto inchiesta in un procedimento distinto.

Annunci di sviluppi e scontri tra legali

Oltre alle frecciate rivolte all'ex procuratore, De Rensis ha rilanciato annunciando prossime e significative novità, le quali, a suo dire, sono destinate a "far piangere qualcuno". Questa profezia, lanciata dallo studio di un programma televisivo, costituisce una risposta diretta alle affermazioni dell'avvocato Massimo Lovati, che in passato ha difeso Andrea Sempio. Lovati aveva infatti bollato come "da far ridere" le ipotesi investigative che continuano a ruotare attorno alla famiglia Sempio, creando così un netto contrasto tra le due posizioni difensive, dove l'una prevede un imminente capovolgimento delle prospettive e l'altra le considera semplicemente infondate.

Le critiche sulle modalità investigative

Un altro fronte di critica mosso da De Rensis riguarda le modalità operative di alcuni militari coinvolti nelle prime fasi del caso. L'avvocato ha espresso forte perplessità, definendola "incommentabile", riguardo a una presunta dichiarazione secondo la quale un maresciallo avrebbe impiegato un lasso di tempo giudicato eccessivo per una notifica, tempo che sarebbe stato giustificato, sempre secondo quanto riportato, con l'aver approfittato per "andare a fare la spesa". Questi dettagli, apparentemente minori, vengono portati all'attenzione per mettere in discussione il rigore e la priorità assegnata all'indagine in un momento cruciale.

Il percorso verso la revisione del processo

Sullo sfondo di queste dichiarazioni e delle nuove indagini che stanno prendendo una direzione differente, prosegue il cammino processuale di Alberto Stasi. La difesa, sostenendo l'esistenza di nuovi e rilevanti elementi emersi, si sta muovendo con l'obiettivo di richiedere la revisione del processo, un'istanza che trova il suo fondamento proprio nelle criticità investigative sollevate pubblicamente dal suo legale. Il caso di Garlasco, pertanto, si riapre non solo nelle aule dei tribunali ma anche sul piano mediatico, dove le battaglie legali assumono i toni di un confronto serrato e carico di significative implicazioni.

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