Fincantieri nel maxi piano Ue-Ucraina sui droni: accordo e investimenti miliardari

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Redazione Esteri Redazione Esteri   -   Il gruppo triestino Fincantieri è stato selezionato per partecipare al nuovo EU-Ukraine Drone Deal, l'accordo siglato il 15 luglio a Kiev dalla presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen e dal presidente ucraino Volodymyr Zelensky.

L'intesa rappresenta un tassello fondamentale del più ampio partenariato industriale nel settore della difesa tra Bruxelles e Kiev, con l'obiettivo dichiarato di unire le capacità produttive del continente con l'esperienza operativa maturata dall'Ucraina sul campo di battaglia, dove i sistemi unmanned hanno assunto un ruolo centrale nel conflitto contro la Russia.

Produzione congiunta e obiettivi al 2028

L'accordo, che coinvolge 19 membri fondatori tra aziende europee e ucraine, prevede una tabella di marcia ambiziosa e scandita da scadenze precise. Entro la fine del 2026, infatti, dovrà essere avviata la produzione congiunta di droni e sistemi anti-drone, mentre entro il 2028 la cooperazione industriale dovrebbe estendersi alla produzione di missili antibalistici.

La scelta di Fincantieri, in questo quadro, non è certo casuale: il gruppo italiano, noto principalmente per la cantieristica navale, porterà in dote le proprie competenze nel settore dei droni navali, ricoprendo il ruolo di system integrator nel dominio marittimo insieme all'ucraina UForce.

Risorse finanziarie: miliardi per droni e difesa

A sostenere il piano, che mira a creare una sinergia industriale senza precedenti tra l'Unione Europea e l'Ucraina, sono ingenti risorse finanziarie. La Commissione ha già stanziato un ulteriore miliardo di euro per la produzione e l'acquisto di droni, una tranche che si aggiunge ai 3,9 miliardi erogati a fine giugno e che rientra nel più ampio Ukraine Support Loan da 90 miliardi di euro.

Parallelamente, Bruxelles ha dato il via libera a un piano futuro da 10 miliardi di euro destinato a finanziare non solo droni, ma anche missili e aerei da combattimento, e ha annunciato l'ingresso dell'Ucraina nell'European Defence Fund e nell'European Defence Industry Programme.

Un'integrazione che guarda al futuro della difesa europea

L'iniziativa, che segue la scia della Coalizione europea per uno scudo anti-missili e si inserisce in un contesto di ridimensionamento del coinvolgimento statunitense nella Nato, rappresenta un cambiamento di passo significativo per la politica di difesa continentale. L'Ucraina, che secondo Zelensky produce attualmente 10 milioni di droni all'anno con l'obiettivo di arrivare a 20 milioni, diventa così un partner industriale a tutti gli effetti, indipendentemente dall'esito dei negoziati per la sua adesione all'UE.

Il primo incontro dei partner fondatori del Drone Deal è già stato fissato per settembre a Bruxelles, e segnerà l'avvio operativo di un progetto che ambisce a ridefinire gli equilibri e le capacità dell'industria della difesa europea.

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