Brembo esce da Pirelli, un'occasione persa?
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Redazione Economia
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La recente uscita di Brembo dal capitale di Pirelli rappresenta un evento significativo nel panorama industriale italiano. La multinazionale bergamasca, leader nel settore degli impianti frenanti, ha ceduto la sua intera partecipazione in azioni ordinarie di Pirelli & C. S.p.A., pari a circa il 5,58% del capitale sociale, per un corrispettivo di 282,9 milioni di euro. L'operazione, curata da BNP Paribas attraverso la procedura di accelerated bookbuilding, ha visto la vendita di 55.800.000 azioni al prezzo di 5,07 euro per azione, con il regolamento previsto per il 4 ottobre 2024.
Questa mossa, sebbene possa sembrare una semplice operazione finanziaria, nasconde implicazioni più profonde per il capitalismo italiano. La cessione delle quote da parte di Brembo, infatti, segna la fine di una promettente occasione di consolidamento e rafforzamento industriale, in linea con i trend europei. La decisione di Brembo di uscire dal capitale di Pirelli potrebbe essere interpretata come una scelta strategica per concentrare le proprie risorse su nuove acquisizioni. Con oltre un miliardo di euro a disposizione, il gruppo bergamasco ha già messo nel mirino società specializzate in software, sensoristica e intelligenza artificiale per i freni tech Brembo Sensify.
D'altro canto, l'uscita di Brembo ha rafforzato la posizione di Marco Tronchetti Provera all'interno di Pirelli. Il gruppo Mtp-Camfin, infatti, ha acquistato un ulteriore 2,5% del capitale sociale, portando la propria partecipazione dal 22,8% al 25,3%. Questo incremento di quote consolida ulteriormente il controllo di Tronchetti Provera sulla società degli pneumatici, in un momento cruciale per il settore.
La cessione delle quote di Pirelli da parte di Brembo rappresenta un evento di grande rilevanza per il panorama industriale italiano.




