L'Ue vara il diciannovesimo pacchetto di sanzioni, colpendo le crypto e le residue forniture di gas
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Redazione Esteri
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L'Unione Europea ha inasprito, con una decisione che giunge dopo un necessario coordinamento transatlantico, le misure restrittive contro Mosca, adottando il diciannovesimo pacchetto di sanzioni dall’inizio del conflitto in Ucraina. La presidente della Commissione Ursula von der Leyen, avendo ottenuto il via libera dal presidente degli Stati Uniti Donald Trump in un colloquio telefonico della scorsa settimana, ha quindi potuto procedere con l’avallo di un nuovo insieme di misure punitive, le quali – se approvate dagli Stati membri – rappresenteranno le più dure finora implementate.
Quest’ultima tranche di provvedimenti, il cui iter formale è stato avviato ieri, prende di mira gli ultimi scampoli di gas russo che, seppur in volumi non ufficialmente quantificati, continuano a giungere in otto Paesi dell’Unione: Belgio, Olanda, Francia, Spagna, Portogallo, Grecia, Slovacchia e Ungheria. Viene inoltre preso di mira l’intero sistema nazionale delle carte di credito, ma la novità di maggior rilievo è l’esplicito inserimento del settore delle criptovalute nell’ambito delle restrizioni.




