L'Ue vara il diciannovesimo pacchetto di sanzioni contro la Russia

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Redazione Esteri Redazione Esteri   -   L'Unione europea ha innalzato ulteriormente il suo muro difensivo contro Mosca, adottando il diciannovesimo pacchetto di misure restrittive. La presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, ha illustrato le nuove disposizioni, che si inseriscono in una risposta precisa a quanto accaduto nelle ultime settimane. La Russia, infatti, ha palesato – come ha sottolineato von der Leyen – «il pieno disprezzo per la diplomazia e il diritto internazionale», lanciando alcuni tra i più massicci attacchi con droni e missili dall’inizio del conflitto, i quali hanno colpito, tra gli altri obiettivi, edifici governativi, abitazioni civili e la sede dell’ufficio Ue a Kyiv.

Il nuovo pacchetto, che ora attende il formale via libera degli Stati membri, concentra la sua azione su settori cruciali per gli interessi del Cremlino, prendendo di mira in particolare il gas, le criptovalute e le tecnologie a duplice uso, ovvero quelle che possono essere impiegate anche in ambito militare. L’intenzione dichiarata è quella di erodere, progressivamente ma in maniera inesorabile, le fonti di finanziamento e le entrate che sostengono lo sforzo bellico. «È ora di chiudere il rubinetto del gas russo», ha affermato senza mezzi termini la presidente, annunciando la volontà di vietare le importazioni di gnl russo nei mercati europei.

Questa strategia di pressione economica, secondo le analisi della Commissione, sta producendo i suoi effetti. I dati citati dalla von der Leyen dipingono un’economia sotto stress: un tasso di interesse arrivato al 17%, un’inflazione che rimane stabilmente alta e un accesso al credito sempre più complicato per Mosca. I ricavi petroliferi russi in Europa, del resto, sono già crollati di oltre il 90% in un triennio, segnale tangibile dell’efficacia delle misure finora implementate.

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