L'Ue vara il diciannovesimo pacchetto di sanzioni alla Russia, colpendo gas, carte di credito e criptovalute

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Redazione Esteri Redazione Esteri   -   L'Unione europea ha innalzato ulteriormente il muro delle contromisure economiche contro Mosca, adottando – su proposta della Commissione – il diciannovesimo pacchetto di sanzioni dall’inizio del conflitto in Ucraina. La presidente Ursula von der Leyen e l’alto rappresentante per gli Affari esteri Kaja Kallas ne hanno illustrato i contenuti in una conferenza stampa, tenutasi in una giornata già segnata da un grave episodio di violazione dello spazio aereo dell’Estonia da parte di tre caccia russi.

Il nuovo pacchetto, il cui varo giunge in un momento di forte tensine, prende di mira gli ultimi, residuali flussi di gas naturale – incluso il Gnl – che ancora raggiungono il continente attraverso otto Stati membri: Belgio, Paesi Bassi, Francia, Spagna, Portogallo, Grecia, Slovacchia e Ungheria. Sebbene i volumi precisi non siano noti, si tratta di un canale economico che l’Ue intende ora interrompere del tutto. Viene inoltre preso di mira il sistema nazionale russo delle carte di pagamento, un pilastro per le transazioni finanziarie interne al paese.

Elemento di assoluta novità è l’esplicito inserimento delle criptovalute e delle piattaforme che le gestiscono tra i bersagli delle restrizioni. Von der Leyen ha dichiarato, senza tuttavia scendere in dettagli operativi specifici, che questi strumenti finanziari vengono utilizzati dalla Russia come mezzo per eludere le sanzioni già esistenti. La mossa riflette la crescente preoccupazione delle autorità europee per l’uso opaco degli asset digitali nella finanza internazionale.

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