Il Ministero della Salute vara la riforma per sanzioni immediate ai medici sotto procedimento

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Redazione Salute Redazione Salute   -   Una modifica radicale nel sistema disciplinare della professione medica è stata annunciata dal Ministero della Salute, con l’obiettivo di rendere immediatamente esecutive le sanzioni decise dagli Ordini professionali. Fino a oggi, un medico radiato o sospeso poteva continuare a esercitare in attesa del giudizio di secondo grado, un meccanismo che ha portato a ritardi e situazioni potenzialmente rischiose.

I numeri parlano chiaro: sono 896 i ricorsi pendenti, tra avvertimenti, censure, sospensioni e radiazioni, di cui 64 riguardano l’espulsione dall’albo. La lentezza delle procedure è dovuta principalmente alla Commissione Centrale per gli Esercenti le Professioni Sanitarie (CEEPS), organismo che spesso fatica a riunirsi per mancanza di un magistrato del Consiglio di Stato disponibile a presiederla. Filippo Anelli, presidente della Federazione degli Ordini dei Medici, ha sollevato il problema, chiedendo l’istituzione di una sezione stralcio per accelerare lo smaltimento degli arretrati.

La riforma arriva in un momento delicato, dopo i casi di cronaca che hanno riacceso il dibattito sulla sicurezza delle pratiche mediche. Simonetta Kalfus è morta in seguito a una liposuzione eseguita in una clinica romana, mentre Margaret Spada ha perso la vita dopo un intervento di rinoplastica. Episodi che hanno spinto la FNOMCeO a denunciare i ritardi della CEEPS, accelerando l’intervento legislativo.

Con le nuove disposizioni, le sanzioni disciplinari – soprattutto quelle più gravi, come la sospensione o la radiazione – scatteranno subito, senza attendere l’esito del ricorso. Una misura che mira a tutelare i pazienti, evitando che professionisti sotto procedimento possano continuare a operare in contesti dove la loro condotta è già stata giudicata incompatibile con gli standard richiesti.

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