Putin amplia ancora l’esercito russo: nuove unità e truppe nordcoreane

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Redazione Esteri Redazione Esteri   -   Vladimir Putin ha firmato un nuovo decreto che aumenta di 15.500 unità la consistenza autorizzata dell’esercito russo, proseguendo l’espansione delle forze armate mentre la guerra in Ucraina entra sempre più in profondità nella pianificazione militare ed economica di Mosca. Il provvedimento fissa a 2.441.630 il personale complessivo delle forze armate della Federazione, comprendendo 1.550.500 militari. È il quarto intervento di questo tipo adottato nel corso dell’anno dal Cremlino, dopo quelli firmati nei mesi di marzo, giugno e luglio.

Quattro aumenti dell’organico militare in pochi mesi

La successione dei decreti mostra come il rafforzamento numerico dell’apparato militare sia diventato una componente strutturale delle decisioni prese da Mosca durante il conflitto. I diversi provvedimenti adottati nel corso del 2026 hanno aggiunto complessivamente 47.860 militari alla consistenza autorizzata delle forze russe. L’aumento formale dell’organico non equivale automaticamente alla presenza immediata dello stesso numero di nuovi soldati nei reparti operativi, ma stabilisce il tetto entro il quale il ministero della Difesa può ampliare il personale e organizzare nuove strutture.

Al rafforzamento interno si affianca il ruolo assunto dalla Corea del Nord. Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha affermato che oltre 8.000 militari nordcoreani si trovano già sul territorio russo e che altri 10.000 sarebbero in fase di selezione e addestramento in vista di un successivo dispiegamento. La cifra relativa al nuovo contingente è quindi una valutazione resa pubblica da Kiev, non l'annuncio ufficiale di un invio da parte di Pyongyang. Corea del Nord e Russia hanno già sviluppato una collaborazione militare durante il conflitto, con personale nordcoreano impiegato soprattutto nell’area russa di Kursk.

La guerra pesa sempre di più anche sui conti di Mosca

L’ampliamento dell’apparato militare coincide con un bilancio federale sempre più condizionato dalle esigenze della difesa. Per il 2027 il governo russo ha predisposto un forte incremento delle risorse destinate alle forze armate: la spesa militare prevista raggiunge 17.100 miliardi di rubli, con un aumento del 27% rispetto alla precedente programmazione. La manovra si inserisce in una situazione finanziaria segnata dall’aumento del deficit, dal maggiore ricorso all’indebitamento e dalla ricerca di nuove entrate fiscali per sostenere spese pubbliche cresciute durante gli anni della guerra.

La pressione sui conti coinvolge anche altre voci del bilancio federale. Nei documenti preparatori per il prossimo anno sono previste riduzioni delle risorse destinate alle politiche sociali, all’istruzione e alla sanità, mentre salgono gli stanziamenti per la difesa. Mosca prevede inoltre nuove misure fiscali e maggiori entrate da alcuni settori dell’economia, compresi prelievi sugli extraprofitti delle attività minerarie e metallurgiche. Il costo del servizio del debito è destinato a pesare per il 9,4% della spesa pubblica prevista nel 2027.

Droni su Kiev e tensione militare oltre il fronte

Il nuovo aumento degli organici arriva dopo una serie di attacchi russi contro l’Ucraina che hanno coinvolto anche il centro della capitale. Il 28 settembre un’incursione con droni ha colpito l’edificio dell’Accademia nazionale delle Scienze a Kiev, provocando due morti e 24 feriti nella struttura; nello stesso ciclo di bombardamenti gli attacchi hanno interessato diverse aree del Paese. Le autorità ucraine hanno segnalato l’impiego di droni a reazione più veloci rispetto a molti dei modelli utilizzati nelle precedenti fasi del conflitto, aumentando le difficoltà per i sistemi di intercettazione.

La crescita dell’apparato militare russo si colloca anche in una fase di maggiore tensione intorno a Kaliningrad, l’exclave russa sul Baltico circondata da Paesi appartenenti alla NATO e all’Unione europea. Mosca considera l’area un punto strategico della propria sicurezza e negli ultimi giorni ha nuovamente richiamato l’attenzione sulle condizioni di accesso alla regione. Nel frattempo, il progetto di bilancio russo prevede che il debito pubblico salga oltre la soglia del 20% del prodotto interno lordo nel 2027.

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