Scontri tra truppe russe e nordcoreane a Kursk
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Redazione Esteri
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La capitale ucraina, Kiev, è stata nuovamente presa di mira dai droni russi, mentre il presidente Volodymyr Zelensky ha lanciato un appello per ottenere sufficienti armi a lungo raggio. Secondo quanto riportato dal Kyiv Independent, la Russia ha attaccato l'Ucraina con oltre 900 bombe, quasi 500 droni Shahed e circa 30 missili solo la scorsa settimana. Zelensky ha sottolineato che tali attacchi sarebbero "impossibili" se gli alleati fornissero all'Ucraina armi a lungo raggio e imponessero sanzioni veramente efficaci contro la Russia.
Nel frattempo, emergono notizie di scontri tra le truppe ucraine e quelle nordcoreane nella regione russa di Kursk, vicino al confine con l'Ucraina. Andriy Kovalenko, capo del Centro per la lotta alla disinformazione presso il Consiglio di sicurezza e difesa nazionale di Kiev, ha dichiarato su Telegram che le prime truppe nordcoreane sono già state colpite a Kursk. Diversi analisti occidentali ritengono che i soldati della Corea del Nord, sebbene numerosi, siano meno rilevanti rispetto alla fornitura di munizioni da parte di Pyongyang. I servizi di intelligence ucraini e sudcoreani stimano che la Corea del Nord abbia inviato a Mosca fino a 9 milioni di proiettili di artiglieria, quasi la metà di tutti i colpi sparati dalla Russia nel 2024.
Il principio politico della Corea del Nord, noto come "songun" o "military first", istituito ufficialmente da Kim Jong-il e perpetuato dal figlio Kim Jong-un, pone le forze armate come l'istituzione più importante del Paese. Questo principio, che risale agli anni Novanta, ha reso possibile l'invio di un arsenale significativo, comprendente fino a 10mila soldati, proiettili e droni in grado di trasportare testate nucleari tattiche, per sostenere la guerra in Ucraina.
La situazione rimane tesa e complessa, con continui sviluppi sul campo di battaglia e nelle relazioni internazionali.




