Maxi-inchiesta a Trento, il sindaco Ianeselli: «Finalmente»

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Redazione Interno Redazione Interno   -   I messaggi hanno cominciato ad affollarsi sul telefono del sindaco Franco Ianeselli già dalle prime ore del mattino, non appena la notizia dell’operazione della Guardia di Finanza ha iniziato a diffondersi per la città. «La parola che mi è arrivata più spesso è stata “finalmente”», ha detto il primo cittadino, che non ha esitato a ripeterla a sua volta mentre percorreva le strade del centro. Un sollievo condiviso, quello espresso da chi, come lui, lavora «onestamente» e da tempo avvertiva la presenza di segnali inequivocabili.

L’inchiesta, battezzata “Sciabolata”, ha portato alla luce un intricato sistema di traffico di droga legato a diversi locali di Trento, Andalo e Lavis, con un giro d’affari che, tra immobili e attività commerciali, sfiora i 15 milioni di euro. Al centro delle indagini, la famiglia Agostini: Claudio, il padre, e i figli Alessio e Gabriele, tutti in carcere dopo l’esecuzione delle misure cautelari. Durante gli interrogatori di garanzia, svoltisi in videoconferenza per Alessio – detenuto a Verona – e per gli altri indagati, nessuno ha voluto rilasciare dichiarazioni, optando per la facoltà di non rispondere.

Gli avvocati Giuliano Valer e Giovanni Rambaldi, difensori di Alessio Agostini, hanno presentato al gip Gianmarco Giua un’istanza per mitigare la custodia cautelare, chiedendo gli arresti domiciliari. Intanto, l’impero economico della famiglia – che comprende hotel, ristoranti e proprietà tra l’altopiano della Paganella e il Garda – resta sotto la lente degli investigatori. Claudio Agostini, socio unico di Andalo Invest srl, gestisce attraverso questa società una fitta rete di compravendite immobiliari che si estendono oltre i confini del Trentino

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