Borse europee in rialzo nonostante il crollo di St, trainate dal petrolio e dal lusso

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Redazione Economia Redazione Economia   -   La Borsa di Milano ha archiviato la seduta in territorio positivo, rispecchiando il trend generale dei listini europei, con il Ftse Mib che ha guadagnato lo 0,41% portandosi a 42.381 punti. Una performance, questa, che si inserisce in un contesto di diffuso ottimismo tra gli investitori, i quali hanno premiato in particolare i titoli legati all'energia e al settore del lusso, mentre hanno penalizzato senza appello quelli che hanno deluso le attese in sede di trimestrale. La giornata è stata infatti caratterizzata da un dualismo piuttosto marcato tra i comparti, con l'andamento dei prezzi delle materie prime che ha finito per influenzare pesantemente gli indici, sullo sfondo di tensioni geopolitiche che continuano a rappresentare un elemento di forte incertezza per i mercati finanziari globali.

Il volano di Eni e il tonfo di Stm

A trainare l'indice milanese sono state soprattutto alcune delle sue componenti più rilevanti, con Eni in testa, la quale ha chiuso con un rimarchevole +3%, agganciando la corsa del greggio. Il petrolio, infatti, ha registrato un'impennata in seguito all'annuncio del presidente degli Stati Uniti, Trump, di nuove sanzioni mirate contro i colossi energetici russi Lukoil e Rosneft, misure giustificate da quella che è stata definita una "mancanza di impegno" di Mosca nella risoluzione del conflitto in Ucraina. A questo si sono aggiunte, complicando ulteriormente il quadro, le voci di un'interruzione degli acquisti di greggio da parte della Cina e di una prossima, massiccia riduzione da parte dell'India. Sul fronte opposto, invece, si è assistito al crollo verticale di Stm, che ha bruciato il 14% del suo valore dopo la pubblicazione dei conti e, soprattutto, a causa di un outlook giudicato deludente dagli operatori, i quali ne hanno punito il titolo con vendite decise. Non sono mancati, nel paniere dei titoli in rosso, anche Tim e Bper, che hanno ceduto rispettivamente il 2,9% e il 2%.

Il contesto europeo e le tensioni commerciali

Oltreconfine, le principali piazze finanziarie del Vecchio Continente – Francoforte, Londra e Parigi – hanno mostrato un andamento sostanzialmente allineato a quello di Milano, confermando un clima di cauto ottimismo. L'attenzione degli investitori rimane, tuttavia, altamente concentrata sulla stagione degli utili trimestrali, ormai entrata nel vivo, che fornisce preziose indicazioni sulla salute delle imprese. A fare da contraltare, permangono le preoccupazioni legate alle rinnovate frizioni commerciali tra Stati Uniti e Cina, con indiscrezioni che parlano di una possibile stretta di Washington alle esportazioni di software verso Pechino, interpretata come una ritorsione alle limitazioni cinesi sulla vendita di terre rare. Dinamiche, queste, che rischiano di inasprire un conflitto commerciale i cui effetti si ripercuotono sull'economia mondiale.

I settori protagonisti della seduta

Oltre al comparto energetico, che ha beneficiato direttamente della tensione sui prezzi del greggio, a segnare performance di rilievo a Milano sono stati i titoli del lusso e dell'industrial, con Moncler che ha chiuso con un +2,85% e Prysmian con un +2,9%. Anche Tenaris e A2a hanno contribuito in maniera significativa alla tenuta dell'indice, con rialzi rispettivamente del 2,78% e del 3%. Questi movimenti settoriali evidenziano come il mercato stia operando una selezione basata sui fondamentali aziendali e sulle prospettive di settore, premiando le realtà con i bilanci più solidi e penalizzando, a times violentemente, quelle che comunicano previsioni meno rosee del previsto.

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